LIVE | Cycling as a Catalyst for Change

Prova, prova, prova, prova, prova. Buon pomeriggio, signore e signori. Buon pomeriggio. Stiamo per iniziare. Vi chiedo quindi gentilmente di accomodarvi. Stiamo per dare il via al ai vari talk show di questa giornata. Grazie. 2025. Benvenuti soprattutto all’interno del padiglione Italia, benvenuti quindi a Cycling as a Catalyst for Change. In questo pomeriggio assieme parleremo di molte cose, soprattutto dell’Italia, della bike economy, ovviamente del Made in Italy. Parleremo delle eccellenze di quella filiera produttiva che tanto ci piace, quella italiana che viene fatta conoscere in lungo e largo in tutto il mondo. Lo faremo anche attraverso il Giro d’Italia, un canale che da sempre promuove nel mondo tutto quello di cui abbiamo cominciato a parlare. Il Giro Italia, quindi, come simbolo di un paese intero che che corre che corre e colora con questa serpentina rosa e collega tutte quelle che sono le eccellenze che che fanno del nostro paese, dell’Italia il bel paese, una piattaforma, quella del Giro Italia che, come ha ricordato il ministro Taiani, abbraccia cultura, territori, innovazione, turismo, imprese, distretti. Tutte queste realtà raccontano poi un un mondo, quello dei tre colori della nostra Italia che viene poi esportato a 360° all’interno delle nazioni più o meno vicine. Il Giro Italia che è stato quindi nominato dal Farnesina, ambasciatore della diplomazia dello sport, una corsa rosa al Giro d’Italia che di storia ne ha raccontata tanta partendo da quella prima edizione, dobbiamo fare un salto nel tempo veramente di tanti tantissimi anni. Era il 13 maggio del 1909, erano le 2:53 del mattino quando è stata scritta la prima pagina di questo grande giro e di storia, di racconti sono ne sono stati fatti veramente molti. Ma prima di dare il il via a questa questo pomeriggio a questi panel che saranno nel dettaglio 5, do il benvenuto e invito a raggiungermi per i saluti iniziali a Mario Vattani, commissario generale per l’Italia Expo Osaca 2025, Matteo Zoppas, presidente di l’Istituto di Commercio Estero e Paolo Bellino sio e direttore generale RCS Sports and Events. Grazie. [Musica] [Applauso] Grazie. Grazie mille. E benvenuti al Padiglione Italia a Expo Osaka 2025. Oggi è una giornata molto speciale perché è l’inizio della Italian Week che è un cammino, visto non è un giro, è un cammino che va di giorno in giorno, ci avvicina alla nostra National Day che sarà il 12 settembre, eh verrà il ministro della cultura Alessandro Giuli. Allora, noi abbiamo voluto con lo spirito di Expo dedicare più di una giornata all’Italia e lo abbiamo fatto grazie ai nostri partner, i nostri partner che sono ICE, lo vedete lì, ma ci sono anche c’è il nostro Giro d’Italia RCS. Siamo felicissimi. Sono molto grato al presidente Zoppas, eh, perché è lui che ci ha portato questo questa partnership. Ehm, parlare di Giro parlare di bike economy in Giappone oggi e soprattutto in questo contesto di Expo, significa, visto dal nostro punto di vista, significa riprendere un po’ quello che noi abbiamo raccontato durante questi 5 mesi al Padiglione Italia. 5 mesi che hanno visto oltre 500 eventi qui nel padiglione Italia o in questa sala o nel nostro teatro o nella nostra sala, diciamo, del protocol che è stata usata per i B2B. 270 eventi culturali, quasi 150 eventi economici, 100 B2B. Lo dico perché noi abbiamo sempre inteso questo padiglione come uno strumento, una piattaforma per dei mercati importantissimi per il futuro della nostra economia. Lo abbiamo fatto, ma parlare di bike economy e parlare di Giro d’Italia ci ha permesso e ci permetterà durante questa settimana, anche grazie a questi bellissimi video che vediamo, ci permette anche di raccontare l’Italia, di raccontare la bellezza dei nostri territori, la varietà delle nostre regioni. E noi questo lo facciamo anche, l’abbiamo fatto in questi 5 mesi, siamo riusciti, pensate, per la prima volta a mettere insieme nel nostro progetto di settimana in settimana 18 regioni su 20. Non è mai successo che ci fosse una tale adesione da parte del sistema delle regioni. Tra l’altro le regioni ci hanno portato delle cose di una bellezza e di una ricchezza inestimabile. L’Umbria, che ha finito la settimana scorsa, ci ha portato il Perugino che è rimasto qui da noi. Lazio ci ha portato il Michelangelo che è qui dentro la nostra visitor experience. E poi parlare di bike economy significa anche parlare di prodotti di altissima qualità, di altissima innovazione, significa parlare di ricerca sui materiali e quindi noi significa parlare di design. e di design. Noi abbiamo parlato tanto nel nostro padiglione anche poche ore fa quando abbiamo appunto inaugurato eh questa bellissima mostra che vi raccomando di visitare della il Salone satellite. Quindi io ringrazio ancora una volta il nostro partner presidente Matteo Zoppas. Eh, saluto il console eh d’Italia a Osaka Filippo Manara. Eh, ringrazio Paolo Bellino, CEO e direttore generale di RCS Sport. Spero che questo sia veramente l’inizio di una lunga collaborazione perché bisogna, insomma, in Asia, lo sappiamo tutti, non bastano questi appuntamenti ogni tanto, ma costruiamo con la continuità e con la presenza. Felicissimo di aver conosciuto oggi Fausto Pinarello. Ehm eh diamo il benvenuto anche a Kyoshi Oku che è presidente e rappresentante di Torei Carbon Magic. So che si collegherà con noi eh Vincenzo Nibali penso così mi risulta qui dal programma. Abbiamo oggi con noi Maurizio Fondries, Davide Cassani, insomma siamo e poi dei dei anche degli amici giapponesi Ukio Catayama, Masahiko Jimbo e Yuzuru Sonada e poi oggi abbiamo anche la Federazione Giapponese del Ciclismo e la Federazione Kein, quindi insomma direi che non manca nessuno per parlare di bike economy e di rapporti tra Italia e Giappone. Io vi ringrazio ancora e buon lavoro e buona partecipazione alla Italian Week a Exposaga 2025. Grazie. Grazie commissario Vattani. Tocca a lei, presidente Zoppas il suo saluto. [Musica] Buongiorno a tutti. Mi associo al commissario Vattani per i saluti che sono stati fatti a tutte le autorità. Vorrei salutare anche di nuovo personalmente e ringraziare il commissario Vattani e vorrei ringraziarlo anche perché non è un caso se questo padiglione Italia in questi mesi è diventato un possiamo dire un punto di riferimento per l’Expo, ha appena vinto anche il premio dell’innovazione e siccome le idee, i progetti corrono sulle spalle delle persone, sulle sulle gambe delle persone. Chi se n’è occupato in prima persona è stato Mario e quindi ti ringrazio a nome mio e penso di tante altre persone per la qualità del lavoro che hai svolto, che ti è riconosciuto nei fatti e nei risultati. Grazie Mario. Saluto anch’io Paolo Bellino con il quale stiamo portando avanti un progetto di partnership e convertendo quello che è un un una partnership legata alla diplomazia dello sport. la stiamo convertendo a una partnership diplomazia della crescita, come dice il ministro Antonio Taiani, ossia quella quella possibilità di utilizzare l’attività della diplomazia, noi facciamo parte, lavoriamo in accordo con la diplomazia, di far diventare le attività che vengono svolte un motore di promozione, di sviluppo della crescita del made in Italy nel mondo. E quindi quando parliamo di Giro d’Italia parliamo di un’attività sì sportiva agonistima agonistica, ma che attraversando tutta l’Italia diventa un megafono per raccontare distretti artigianali, industriali, territoriali delle nostre eccellenze. E non solo, riusciamo anche quando i player importanti vengono in Italia a impostare dei business forum dove diamo appunto la possibilità al ai produttori e ai gli operatori, così li chiamiamo, che siano giornalisti, buyers, clienti o quant’altro, di avvicinarsi. È chiaro che se abbiamo colossi come Fausto Pinerello che è seduto qua con noi, il suo nome non ha bisogno di essere spinto, anzi lo usiamo come traino spesso e volentieri e giochiamo di squadra poi per aiutare anche quelle piccole medie imprese, tutta la filiera che riescono in questo modo ad accedere alle nazioni estere che altrimenti non riuscirebbero a raggiungere, ma stiamo anche portando avanti un percorso di internazionalizzazione, così come come facciamo con le fiere. anche con il Giro d’Italia, partecipando, assecondando e accompagnando il Giro d’Italia nel mondo in occasioni come questa. In questo caso abbiamo anche il megafono, se così lo possiamo definire, dell’Expo, che ci aiuta a raccontare ancora di più e ancora meglio quello che è l’eccellenza italiana in un contesto che si innesta perfettamente sull’innovazione, ricerca e sviluppo, perché il premio che è stato vinto è un po’ il rappresenta il DNA delle imprese italiane. Ed è per questo che io saluto solo alcuni quelli che sono stati che hanno aderito al al a questo evento. Pinarello è qua con noi, Fausto l’abbiamo già nominato, ma con Nago, Bianchi, De Rosa, Willer, Cinelli, Castelli, Universe, Gaerne, sono tutte realtà che quando si va in giro nel mondo vengono comunque portate in un palmo di mano che sono un fiore all’occhiello del Made in Italy. Abbiamo anche la possibilità di avere la Federazione Giapponese del Ciclismo come la Federazione del Caring che sono anche per noi imprenditori italiani un punto di riferimento perché le nostre eccellenze possono essere usate dai vostri atleti per poter competere con durante le vostre manifestazioni. Abbiamo dei cosiddetti talent, delle persone che hanno molto da raccontarci, che hanno dimostrato nella loro vita di aver saputo vincere e stravincere non solo Giro d’Italia, ma le principali competizioni mondiali del ciclismo. Ne cito Maurizio Fondriest e Davide Cassani che sono qui. Vorrei salutare anche l’amico Vincenzo Nibali che ci segue da casa. tutte persone che hanno saputo vincere e stravincere e che adesso sanno dare ancora al loro sport a posteriori facendo crescere quella che è la passione e l’affezione per uno sport che per l’Italia è molto importante. Sui 700 miliardi di euro a cui vogliamo arrivare siamo 623 di esportazioni del made in Italy. È vero che ci sono delle categorie che valgono tanto rispetto alla bike economy, ma ci sono delle categorie come la bike economy che hanno un valore assoluto di 400 quasi mezzo miliardo di euro, ma che ha un valore strategico molto importante perché diventano quei costruttori della brand awareness del made in Italy che quindi vale molto di più la vendita di una bicicletta italiana con un nome importante che poi risuona piuttosto che tanti altri prodotti che non hanno marchio perché aiutano Medin Italy a essere importante nel mondo. Noi facciamo parte, l’ho detto, di un sistema paese che aiuta le imprese, non nel commercio, altri istituti come SIM, SACE e casse depositi prestiti nella parte finanziaria o o patrimoniale, ma siamo un sistema che all’interno del organismo del governo di oggi, con tutte i ministeri che ci lavorano, si sta spingendo molto alla crescita del Made in Italy perché è un terzo, vale un terzo il prodotto interno lordo dell’Italia. un po’ in tutti i settori noi riusciamo ad essere mediamente almeno entro il decimo produttore al mondo, nonostante siamo una nazione con un numero limitato di persone rispetto al totale della popolazione mondiale. Questo è un una nostra capacità, viene dal nostro DNA che sappiamo creare prodotti che sanno essere preferiti rispetto a quelli dei nostri competitor nella maggior parte delle categorie e dei casi. Io auguro a voi un buon lavoro oggi. Mi auguro che questo momento che abbiamo voluto da tanto tempo con Mario abbiamo lottato anche per poter far fare ai Legend il giro dell’anello dell’Expo, ma non ci siamo riusciti per questione di sicurezza. Sarebbe stato, Paolo un bellissimo colpo d’occhio e un è un significato molto forte, ma credo che l’Italia in Giappone, il Giappone per l’Italia, anche per la Bike Economy, abbiano già stretto un buon rapporto e oggi speriamo di mettere un mattone in più a questa casa che sta crescendo. Grazie. Grazie presidente. Dottor Bellino a lei. Allora, buongiorno a tutti. Cercherò di essere rapidissimo. Vorrei ringraziare tutti gli amici presenti oggi, tutti gli ospiti, siete tanti e siete spero che questo business forum sia molto interessante. Sono particolarmente emozionato di rappresentare il Giro d’Italia RCS Sport in questa giornata che rappresenta l’Italia in una settimana del dell’Italian Week. Quindi io credo che sia una sintesi perfetta al Giro d’Italia. Vorrei ringraziare in modo particolare e chiudo subito il commissario Vattani e il presidente Zoppas. Tutto questo evento a cui partecipiamo oggi nasce a novembre in una serata a Milano dove siamo partiti dalla grande partenza del Giro d’Italia a una grande competizione qui in Giappone e con grande fatica siamo arrivati oggi, siamo arrivati con grande entusiasmo davvero e e ringrazio ancora una volta sia il presidente Zoppas che il commissario Vattani per averci dato questa grande opportunità di rappresentare l’Italia all’Italian Week e di poter ancora una volta ritornare all’Expo. Lo abbiamo aperto con la diplomazia dello sport in nella prima giornata di apertura col ministro Taiani e siamo qui oggi per rappresentare di nuovo l’Italia. Quindi grazie, buon lavoro e buon Giro d’Italia a tutti. Grazie Paolo Bellino. Come dicevamo, avremo cinque momenti suddivisi, scanditi per bene, ma non abbiamo ancora presentato tutti. Manca il protagonista del Giro Italia, il simbolo, il trofeo senza fine. Una spirale infinita, come infinito si dice, vuole essere il nostro amore nei confronti della della corsa che ben rappresenta il nostro eh il nostro paese. Magari da là non lo vedete, quindi ve lo racconto brevemente. Sono incisi tutti i nomi dei vincitori da quel 1909, quindi con la prima grande importante vittoria fino alla vittoria del 20-25. Ovviamente primo classificato 2026 con uno spazio per quella che sarà la nuova incisione. Una piccola informazione aggiuntiva, per la prima volta è stato così consegnato ad un vincitore nel 2000. Il vincitore in quel caso è stato Stefano Garzelli. Queste alcune informazioni per chi fosse appassionato, appunto, di trofei. Questo è il trofeo veramente ufficiale che vedremo nel prossimo maggio nelle mani del nuovo vincitore. Andiamo ora avanti, andiamo a parlare del primo panel Made in Italy, Excellence in the Bike Industry. Vado quindi a citare ad invitare sul palco Giampaolo Bruno, direttore della sezione Promozione Commerciale Ambasciata d’Italia a Tokyo. Buongiorno, benvenuto. [Applauso] Presidente di Pinarello Fausto Pinarello, [Applauso] Manolo Bertocchi, ad of marketing col nago. Bertocchi ci sente, [Musica] vediamo. Questa è la prima prova. Abbiamo ovviamente delle persone che saranno qua sedute con noi, delle persone in collegamento. Riproviamo. Manolo Bertocchi. Andiamo avanti. Proviamo con Paolo Malighetti, docente UniBergamo e coordinatore Spoke Five Most. Malighetti. Buongiorno. Mi sentite? Eccoci. Buongiorno. Io noi vi sentiamo. Manolo Bertocchi, Paolo Malighetti, ben arrivati. E siamo un un bel numero e vorremmo che il nostro Questa immagine è proprio da vicina, eh, l’abbiamo proprio vista bene negli occhi e si dice che gli occhi siano allo specchio dell’anima. Abbiamo visto un’anima molto da vicino. Ben ritrovati, tra poco andremo a sentire anche la vostra voce. Nel frattempo benvenuti all’interno di Expo 2025 nel padiglione Italia. Io mi metto comoda perché avremo un bel po’ di cose da raccontarci. Comincio con il dottor Giampaolo Bruno. Andiamo a fare un un’analisi. Ci spostiamo, anzi rimaniamo in Giappone per parlare di tante cose. Innanzitutto credo di di mercato, ma di mercato che poi viene visto da più punti di vista diversi, no? Da una parte i numeri, dall’altra i valori, le tipologie, insomma. Lascio a lei lo spazio per il suo speech. Grazie mille. Anch’io a nome dell’ICE Italian Trade Agency desidero porgervi un caloroso benvenuto al Padiglione Italia, questo topos, questo luogo ideale dove eccellenza, innovazione e cultura si incontrano grazie alle intuizioni geniali del commissario Vattani e grazie al lavoro di tutto lo staff. È un vero piacere incontrarvi in questa giornata organizzata da Iche in collaborazione con RCS Sport Giro d’Italia e con il Padiglione Italia dedicata alla Bike Economy, settore che in Italia assume un rilievo crescente tanto economico quanto simbolico. In questo momento storico il valore complessivo dell’industria ciclistica italiana tra produzione di biciclette, componentistica, abbigliamento tecnico, servizi legati al ciclo turistico, sfiora, secondo un’indagine di banca IFIS, 1,77 miliardi di euro nel 2024. E a livello internazionale solo le esportazioni italiane di biciclette e componenti eh hanno raggiunto circa 760 milioni di euro. Poi un capitolo a parte riguarda quello del cicloturismo, dove nel 2024 si stimano 89 milioni di visite con un impatto economico in tutto l’ecosistema che si aggira sugli sui 9,8 milioni di euro. Oggi al forum dialogheremo dialogherete con ospiti di eccellenza sul ruolo del ciclismo della bike economy come leva di sviluppo sostenibile, innovazione, turismo, economia circolare. In preparazione di questo di questo momento, il mio compito è rappresentarvi alcuni dati sulla economia giapponese delle biciclette, in particolare sui dati di importazione. Partirei con la prima slide che riguarda la domanda mondiale di biciclette. Prendiamo soltanto la voce doganale che si riferisce alle biciclette non motorizzate, non a pedalata assistita, non e-bike e vediamo che nel 2024 le importazioni totali sono state pari a 7,160 miliardi di dollari, un po’ in flessione del 12,5% rispetto al 2023. Il 2024 è stato un caso un po’ particolare, un annus orribilis, diciamo, però nel 2025 la situazione sta nettamente migliorando. Primo mercato di importazione Stati Uniti, seguito da Germania, Olanda e il Giappone con 479 milioni di dollari di importazioni. del quarto mercato mondiale che vale 6,7% del mercato mondiale. Andiamo poi all’offerta, cioè le esportazioni. Chi sono i principali esportatori mondiali? Vediamo la Cina al primo posto con il 32,8% del mercato, seguito da Taiwan, Germania, Olanda, Portogallo e poi Italia al sesto posto con 319 milioni di dollari e il 3,9% di fetta del mercato globale. Andiamo ai dati giapponesi. La produzione domestica di biciclette in Giappone cuba 670.000 unità. Sono 670.000 biciclette prodotte da imprese giapponesi e sono, purtroppo vi devo spiegare una technicality. I dati giapponesi non distinguono tra i vari tra le varie tipologie di biciclette. In effetti, per il 70% questo riguarda le e-bike, perché la produzione giapponese è fortemente concentrata sulle biciclette elettriche. I dati di commercio estero invece distinguono nettamente fra le biciclette non elettriche e le biciclette elettriche. Scusate per questa tecnicalità. Questa produzione cuba circa 60 miliardi di eh yen giapponesi, ma il che è un valore che si è mantenuto relativamente costante negli ultimi anni, ma la circostanza che fa riflettere è che la produzione interna copre il 13,2% della domanda interna, quindi vuol dire che il Giappone ehm è fortemente dipendente dalle importazioni dall’estero. Ehm, l’altra caratteristica del Giappone che è un forte produttore anche di componentistica e nel 2024 è stata pari la produzione di componentistica a 37 miliardi di yen. Ehm, in base ai risultati di un un’indagine di mercato, quali sono i principali utilizzi delle biciclette in Giappone? Il principale sono le cosiddette mamciari qui in Giappone, che sono le bici utilizzate dalle mamme con il portapacchi davanti per portare i bimbi e che noi conosciamo molto bene. 60% dei rispondenti. Qui è una indagine campionaria, quindi è ammessa una percentuale superiore al 60% perché sono ammesse risposte multiple. Le biciclette elettriche rappresentano il 23,7% dei rispondenti, le biciclette per utilizzo su strada e per sport il 15,5% e ehm e poi valori marginali per le altre tipologie di di bici. Quali sono gli utilizzi? Altra indagine campionaria effettuata qui in Giappone recentemente a febbraio. Il 75% dei rispondenti dice che utilizza la bicicletta per i trasporti nelle vicinanze, quindi per fare piccole compere nei negozi di vicinanza, il 36% per andare al lavoro o a scuola, il 20% come hobby, l’8,8% per trasportare i bimbi. Ma in base ai dati di mercato, la vera segmentazione di mercato, cioè sul fatturato di delle biciclette, il fatturato di mercato, è che il 41,7% delle bici vendute in Giappone ogni anno è un e-bike, seguite 24,3% dalle bici eh da strada, seguite ancora dalle mamaciari per il 14,6% e ancora dalle mountain bike a pari merito con le cargo utility bike per il 9,7%. Veniamo ai dati di commercio estero. Qui vedete il profondo gap che che esiste qui in Giappone tra esportazioni e importazioni. Gli istogrammi in verde sono le esportazioni giapponesi verso il mondo, gli istogrammi in rosso le importazioni del Giappone dal mondo, biciclette ancora senza senza motore elettrico e senza pedalata assistita. Il risultato, la sintesi è un deficit commerciale di oltre 65 miliardi di yen. Ehm, e qui vedete le il il valore delle esportazioni giapponesi negli ultimi anni, che anzi ha raggiunto un picco di 7,1 miliardi di di yen nel 2024. Il volume delle biciclette esportate dal Giappone è di 2,49 milioni di pezzi venduti. E questo è il valore invece delle parti accessorie che è molto molto più elevato. Quindi il Giappone è fortemente specializzato a livello internazionale per fornire accessoristica all’industria internazionale delle delle biciclette. Parliamo di 147 miliardi di di yen. Veniamo ai dati principali, quelli che ci interessano. Volumi di importazioni, 4,41 milioni di import di biciclette in Giappone nel 2024 in una fase di eh relativa ehm stagnazione, diciamo, negli ultimi 2 anni e questi sono i paesi da cui il Giappone importa. In primo luogo questi sono i volumi, quindi sui 4 milioni. 4 milioni e3 sono dalla Cina che eh rappresenta il 98 e 58% del mercato giapponese di import. Noi lo scorso anno è andata un po’ male, ehm però sta andando molto molto bene nel 2025 dove le nostre esportazioni eh o importazioni giapponesi in volume sono aumentate del 312%, quindi in maniera esponenziale molto superiore a tutti i concorrenti sul sul mercato. Qui vediamo, vado subito verso la fine, ehm le importazioni di ehm biciclette in Giappone in valore nel 2024, come diciamo è stato un anno orribilis. Ma per quale motivo? Perché lo yen si è fortemente deprezzato rispetto all’euro. Lo yen ha raggiunto il suo valore minimo di 114 rispetto a €1 nel maggio del 2020. ha raggiunto il massimo di 175 yen per euro nel eh luglio dello scorso anno, quindi perdendo il 53% del proprio valore. Questo ha voluto dire per molte imprese esportatrici italiane in particolare di dover continuamente rivedere i propri listini in yen per non perdere quote di mercato. E vedete che la forte crescita in gennaio luglio delle importazioni dall’Italia che è diventato il primo il quarto paese di provenienza delle importazioni con un 195% di crescita rispetto all’anno precedente. Vado velocemente verso la fine. Questa è una tabella molto importante. valore medio unitario delle bici che arriva nel Giappone, cioè che è una proxy dei prezzi. Vedete che la Francia che ha venduto fino a luglio sette biciclette, il valore unitario delle loro biciclette cuba 4 milioni di yen. Quindi al allo sdoganamento vale €28.000 una bici francese contro in Italia un 411.000 yen. Quindi i nostri prezzi prezzi medi sono nettamente inferiori ai prezzi francesi, seguita la l’Olanda, Svizzera, Stati Uniti, potete vedere chiaramente. Vado verso la fine. Questa è è la serie storica delle nostre delle importazioni del Giappone dall’Italia sia in volume. Vedete che stiamo raggiungendo il picco che è stato raggiunto durante il Covid di 1057 unità vendute e anche in valore siamo sulla buona strada e questi sono i principali marchi di imprese italiane fortemente presenti e radicate qui in Giappone. Questa è la invece sono le parti accessorie di biciclette vendute in Giappone. Siamo il primo fornitore non asiatico, abbiamo una quota di mercato del 4,2%. Questo è il sistema di distribuzione. Sono sostanzialmente tre i canali specializzati per vendere biciclette in Giappone, il canale specializzato dei bike shop, il il canale della grande distribuzione e il canale dell’e-commerce. Ognuno di questi canali ovviamente ha bisogno di una strategia di posizionamento peculiare. Vado alla fine perché eh il tempo ehm corre. E allora, qual è il posizionamento del brand made in Italy qui in Giappone? Sicuramente la percezione è quella di forte qualità, stile, design, performance delle bici italiane. Le le le biciclette di alta gamma italiane sono sono percepite come un bene di lusso e quindi un bene da collezionista e anche l’abbigliamento e gli accessori sono apprezzati per il design, l’innovazione e il comfort e ehm c’è una crescente presenza di brand italiani in tutti gli eventi sportivi, eh nelle fiere e nelle e nei media e la cultura ciclistica italiana è molto ammirata per la tradizione e per il lifestyle. Vengo rapidamente alle conclusioni per dirvi che sostanzialmente il mercato giapponese è un mercato comunque robusto, con una forte domanda, soprattutto in ambito commuting, fitness, tempo libero. Esistono delle tendenze sociali favorevoli motivate da urbanizzazione, sostenibilità, invecchiamento della popolazione. è una struttura del mercato fortemente import driven che quindi lascia spazio di manovra alle alternative premium e il Made in Italy è è percepito non solo come prodotto di alta qualità, ma come simbolo di stile, performance e passione. E questo è il punto decisivo, direi. Made in Italy non si limita a vendere biciclette e accessori perché reca con sé una storia, un’identità, una visione del vivere meglio che può diventare ispirazione per una mobilità più sostenibile, elegante e dinamica. Vi ringrazio per l’attenzione, vi invito a proseguire insieme questo dialogo trasformando le opportunità di oggi in successi condivisi per domani. Arigato Gosè Mazda. Grazie dottor Bruno. [Applauso] Erano tantissime effettivamente le informazioni ed è stato molto molto bello fare seguirla in questa analisi. A proposito di analisi Pinarello, la sua di analisi per quanto riguarda il mercato, il mondo che è in continua evoluzione. Pinarello che è diventato storia, è diventata un bellissimo esempio, visto che parliamo di made in Italy, un bellissimo esempio di made di Made in Italy. Quindi, qual è il suo punto di vista? Buongiorno a tutti. Beh, innanzitutto posso ringraziare a parte i miei distributori, sono assieme a loro da 35 anni, quindi e questo è qualcosa di un rapporto consolidato che aiuta sicuramente il nostro marchio in questo mercato. Qualcuno dice che è un mercato difficile, secondo me non è un mercato difficile, è un po’ particolare, ma secondo me è una oltre a essere un bellissimo paese, Giappone, sia per la vita che per pedalarci anche eh bisogna riuscire a capire la loro mentalità, la loro cultura e come che penso noi costruttori dobbiamo fare con con in qualsiasi nazione del mondo. Noi siamo costruttori di Biscritti da corsa. Io ho visto che sono contentissimo siamo quasi il 25% sono le road bike e posso dire anche che insieme ai miei colleghi, qualcuno qui dietro di me, credo siamo anche nella fascia alta della del valore di di se sia sia economico anche proprio del valore stesso della bicicletta. Non abbiamo la produzione che può avere la Cina, lo Taiwan o o la cultura. Noi purtroppo siamo nati così, siamo a noi piace fare le bicchette da corsa, farle bene, possibilmente diverse e poi se vincono meglio. Io posso dire che se parliamo di di fornitori, ad esempio, abbiamo due grossissimi nostri fornitori, tra l’altro sono qui presenti, c’è il presidente della Torai che ci fornisce la materia prima da da 15 anni e il penso all’ingegnere che ha creato mister Gimo, che ha creando il famoso cambio a scatti della Shimano è qui seduto, quindi che che cè che non è cosa da poco, probabilmente ha dato un input, forse il vero input a un cambio proprio della cultura. della bicicletta da corsa non funziona molto la gravel in questo mercato e nemmeno la bici del fuoristrada. Noi stiamo spingendo per il mercato della fuoristrada, soprattutto grave il mountain bike. Noi italiani siamo un po’ un po’ penalizzati perché i nostri colleghi americani o taiwanesi o tedeschi sono un po’ più un po’ più forti, però non sanno fare le bici della corsa. Secondo me, il mio punto di vista, anche della nostra azienda, la grave potrebbe essere la seconda bici che chiunque può acquistare. In Europa succede così, potrebbe succedere anche qui in Giappone. Magari ci vorrebbe qualcuno che che spingesse anche a creare gli eventi qui qui in Giappone, perché noi abbiamo fatto per 10 anni una gran fondo, una gran fondo a Yesucukata che mi ricordo eravamo sotto il Monte Fugi e c’erano tantissimi partecipanti. potremmo ricominciare, noi potremmo chiedere anche alle varie federazioni se se possono spingere loro questo questa questa la cioè fare in modo che la gente sì compra la bicicletta, ma che la usi anche non solamente per fare qualche passeggiata e soprattutto la grave la grave è una bicicletta che io io batto da loro lo sanno dai i miei col i miei distributori giapponesi io batto da un paio d’anni per per convincerli a credere in questo mercato, però comunque in qualsiasi caso devono essere bici, almeno per quello che riguarda italiani, probabilmente Manolo e gli altri diranno la stessa cosa, devono essere bici diverse. Non fa non facciamo quantità, non la faremo mai perché non non entra anche almeno nel mio DNA. Quindi eh la tecnologia è molto importante. Torai ad oggi credo e sono sicuro che è il migliore materiale del mondo, ma come ho sempre detto per le nostre biciclette se il materiale italiano meglio, però se la tecn, cioè io ho bisogno della miglior tecnologia per la mia bicicletta in questo caso Torai ci offre la migliore il miglior carbonio, la maggiore batteria prima, il composito. È anche vero che una nostra sponsorizzata, la INEOS, fornisce a Torai la resina che poi loro usano per darci il carbonio a noi, quindi quindi è abbastanza un giro che è possibile che ci sia un qualcosa in futuro, una collaborazione tra Pinarello, Torai e i Neos. Vedremo. Possiamo questo proposto andare a vedere insieme una clip che secondo me racchiude un po’ perché le immagini raccontano molto le le sue parole. Grazie regia. He. He. [Musica] เฮ [Musica] [Musica] [Musica] Beh, insomma, direi delle bellissime bellissime immagini. Abbiamo visto Filippo Gamma Gan i ragazzi della Inus, biciclette che piacciono ai professionisti e con che fanno sentire professionisti anche un po’ quelli che con la bicicletta vanno la domenica e se mi permette un lancerei anch’io una pietra nei confronti della gravel che è un sinonimo di libertà assoluta, quindi anche agli amici giapponesi andate in gravel che è bellissimo. Pignorello, dobbiamo correre una battuta veloce, poi passiamo al suo collega. No, volevo dire che la bicicletta non fa male, non ha effetti collaterali, sono due cose che non funzionano. O ci cadi sopra o te la rubano. Però tutto il resto funzionava molto bene. In Giappone, secondo me, neanche la rubano. Dai, grazie Pinarello. In collegamento abbiamo il dottor Bertocchi. Ci sente? È Bertocchi che chiama Pidarello. No, Bertocchi, eccoci. Innanzitutto grazie grazie per essere con noi. Quando si parla di Colnago, un po’ come nel caso del di colui che ha parlato poc’anzi, Fausto Finarello, si parla sicuramente, ci viene in mente la la storicità, la voglia di fare le cose fatte bene, un ciclismo di un tempo dove la bicicletta veniva usata solo come mero strumento di eh di trasporto, un modo per spostarsi agilmente. Oggi è qualcosa di più. Si guarda il design, si guarda la bellezza, si guarda la performance e si guarda anche si strizza l’occhio molto al mondo del del lusso. Ci sono poi le Limited Edition, insomma una strategia importante anche nel suo caso, purtroppo, per tutti noi. Eh dobbiamo un po’ correre, quindi lascio a lei la parola, non voglio rubare troppi istanti. Allora, correrò e vi risparmierò una lunga presentazione che avevo presentato, che chiaramente non è tempo di presentare, ma parto proprio dalle parole di Fausto, che ringrazio, e dai numeri che abbiamo visto prima per sottolineare l’importanza del posizionamento. il ciclismo italiano, tutti i marchi che avete citato presenti, o meno nel panel anche in sala, sono marchi dell’altissimo di gamma e l’abilità delle aziende italiane e fortunatamente negli negli ultimi anni di Colnago è stata quella proprio di interpretare il posizionamento nella maniera corretta. Come diceva Fausto, noi siamo bravissimi, i migliori al mondo, a fare biciclette da corsa e forse anche più bravi a fare le biciclette da gravel. Cos hanno in comune queste due biciclette? La forma del manubrio, ad esempio, che è il classico manubrio di curvo che voi vedete nelle biciclette diffuse e in quella fetta eh sicuramente eh Pinarello e Colnago sono marchi d’eccellenza. Fate conto che negli ultimi 4 anni, e non svelo nulla di segreto perché sono dati pubblici, il fatturato di Colnaro è quasi quintuplicato e eh certamente questo è dato da appunto una strategia di posizionamento ben precisa che fa sì che noi si punti eh solo ed esclusivamente a quello che è l’altissimo di gamma. Il mercato giapponese è un mercato ehm difficile eh solo se interpretato nel modo scorretto. Se interpretato nel modo corretto e quindi si punta proprio all’eccellenza del made in Italy e ai cosiddetti prodotti a valore aggiunto, nel nostro caso nelle biciclette muscolari di altissimo di gamma, il mercato giapponese si rivela ricco di soddisfazioni ed è quello dove i marchi italiani a livello di export globale eccellono di più. Eh, non solo noi, non solo Pinarello, Cito De Rosa, lì, se non mi sbaglio, ho visto Vil eccetera eccetera, eccetera, insomma, tutti i grandi marc bianchi, eh, tutti vanno molto bene in Giappone perché perché secondo noi c’è una c’è una un’assonanza totale, non solo appunto nella ricerca del prodotto dell’altissimo di gamma. E qui, mi permetto di aprire una parentesi, vedendo il bellissimo filmato eh di Pinarello eh focalizzandoci su la ricerca lo sviluppo, perché dove ancora l’Italia eccelle, n in quel settore è sicuramente la ricerca e lo sviluppo. Ad esempio, nel nostro caso, abbiamo presentato una delle biciclette più rivoluzionarie degli ultimi anni, la Colnaro Y, che in questo momento è diventata nettamente il nostro bestseller e nettamente la bicicletta più ricercata sul mercato, non solo in Giappone, ma a livello mondiale. Per entrare un po’ nei tecnicismi, stiamo parlando di una bicicletta full aerodinamica che però ha vinto e performato al recentissimo Tour de France contchar e nella vuelta in corso, oggi ci sarà un’altra tappa, sulle 14 tappe della vuelta fino adesso ne ha vinte ben sette, quindi stiamo parlando del 50% di vittorie, quindi un prodotto che presenta qualcosa di completamente nuovo sul mercato e che aiuta a spingere quello che è il made in Italy. Tornando invece appunto sul sul Giappone, certamente eh l’altra assonanza è un’assonanza di stile, il gusto italiano nel mondo, lo stile e il design. Abbiamo perso questa settimana, purtroppo, uno dei campioni un altro settore del design, forse il re, non a caso come Giorgio Ormani. Il gusto, il tratto, quello che noi in Italia sappiamo fare, si riflette nel mondo della bici e si riflette anche nel gusto di un mercato molto avanzato dal punto di vista del gusto della scelta come quello del Giappone. Anche qui, chiaramente, il marchio Colnago è all’avanguardia dal 1954 e proprio all’epoca l’idea originale era quella di creare biciclette che vincessero gare, ma che fossero allo stesso tempo bellissime. E noi non facciamo altro che ispirarci a quello che erano le linee guida e continuare con ehm con questo posizionamento nel mercato. Non ho altro da aggiungere. È stato molto veloce. Stavo riflettendo sulle sue ultime parole quando parla di un modello che è molto ricercato, ha parlato giustamente di Tadipo Gachar, insomma il il Merx dei giorni d’oggi nostri, anche se lui non ama molto effettivamente i paragoni. Mi mi viene in mente anche che ha parlato della vuelta, una vuelta che ha visto una una vostra bicicletta, un modello particolare, la C68 rossa creata apposta per l’occasione dei 90º anniversario di questa corsa, tra l’altro, che è partita, ricordiamo, dall’Italia. È stato molto veloce, ma è stato molto chiaro. La ringrazio e le auguro una buona continuazione di giornata. Grazie. Colgo solo colgo solo l’occasione. Beh, per dirvi sì, la rossa è la fine di un trittico di biciclette. Quella precedente era dedicata al Tour de France, ma la prima, l’idea originale era la bicicletta dedicata al Giro d’Italia, quindi la la col naro Gioiell, quindi progetto che abbiamo sviluppato tra l’altro con Paolo che ringrazio e quindi molto contenti. Un’ultima nota super personale, ho sentito che nel panel dei presenti c’è Yuzu Sunada che è uno dei fotografi più famosi al mondo di ciclismo giapponese. Oggi è il suo compleanno, quindi mi ricordo Ah, non lo sapevamo. Non magari io non so come si dica. Buon compleanno in giapponese, però insomma happy birthday, tanti auguri. Grazie, grazie mille. Parla buon italiano. Grazie. Andiamo avanti. La parola ora passa in collegamento al professor Malighetti con il quale parliamo di di bicicletta in un modo diverso, di e-bike come motore della mobilità sostenibile e con lui possiamo affrontare anche temi quali la qualità, la produzione, l’export, quindi quello che viene creato e viene poi esportato in tutto il mondo. Professore, ben ritrovato. Buongiorno. Buongiorno a tutti. Mi sentite? Sì. Perfetto, grazie. mi associo anch’io ai ringraziamenti per l’organizzazione, quindi al commissario Vattani, al presidente Zoppas e a Paolo Bellino di RCS con RCS con il quale MOS collabora ormai da da 2 anni, soprattutto per quanto riguarda Ciro e il mio intervento di oggi è ad ampio spettro e ma si concentra in particolare sulle sulle bike e per me è un piacere raccontarvi questa iniziativa che è un’iniziativa che è stata promossa è portata avanti dal Ministero degli Affari Esteri della della Cooperazione Internazionale e mostra quanto i è un altro tassello a dimostrazione del fatto che che il Ministero riconosce al mondo delle biciclette e in più in generale appunto la Bike Economy come uno di quegli elementi fondamentali in diversi aspetti per favorire una transizione alla mobilità sostenibile ma anche per continuare a portare avanti l’eccellenza del del made in Ital e a sviluppare innovazione e ricerca. Cercherò anch’io di andare veloce. Eh, tutti sappiamo che l’Italia è stato è ed è stato da sempre un player importante nel mondo delle biciclette, lo testimonia la storia, lo testimonia il Giro d’Italia e la sua i suoi lunghi successi. Abbiamo, come dire, il pregio di avere tanti marchi noti del mondo e di avere anche il il più antico marchio ancora in funzione e con e con un’attività pienamente di successo. Ma il il lavoro che abbiamo portato avanti è stato quello di chiedersi come si posiziona, come si posiziona l’Italia, cosa sta facendo l’Italia come sistema paese, quindi quali sono i trend che la caratterizzano sia per l’industria, ma anche come mercato, soprattutto alla luce di due elementi, le la rivoluzione connessa con un maggior bisogno di mobilità sostenibile e l’elettrificazione. Abbiamo visto anche dai dati giapponesi, sono addirittura più alti dei nostri, ma nel complesso in tutto il mondo registriamo una crescente quota di mercato delle delle biciclette a pedalata assistita, quindi le cosiddette e e che raggiungono ormai quote di venduto attorno al 20-30% e per le quali con i tassi di crescita attuali eh entro il 2035-2040 potrebbero rappresentare la maggioranza del mercato. Quindi ci chiediamo che tipo di di cambiamenti hanno portato e come va l’Italia in particolare nel mercato delle delle tre i vari cambiamenti. Un elemento che certamente un’opportunità è quello legato al mondo della logistica e quindi le cosiddetti i cargobike. In presenza delle solo cargobike era un fenomeno pressoché esclusivo di alcuni paesi del come la Germania e e il Nord Europa. Al contrario, l’elettrificazione ha portato ad un aumento di questa tipologia di veicoli in tutta Europa, in tutto il mondo. è una tipologia di veicoli che ha tassi di crescita a doppia cifra da qui ai prossimi 10 anni, sempre più presente all’interno del mondo della logistica dell’ultimo miglio, utilissima per favorire la la decarbonizzazione nelle grandi città e osserviamo che in Italia grandi player della logistica di ultimo di ultimo miglio per consegnare pacchi e posta stanno sperimentando sempre più spesso l’inclusione di questa tipologia di veicoli all’interno della della loro flop. L’altro l’altro mercato che ha subito una forte variazione negli ultimi anni è quello del dello sharing e in particolare all’interno delle città. Qui abbiamo riportato alcuni numeri. Lo sharing all’interno delle città è un’attività che tramite quello che si chiama il free floating o le stazioni fisse genera complessivamente in numero di veicoli, ma anche in numero di spostamenti delle quantità che di molto suprano quelle del c sharing. Quindi è un fenomeno che è certamente estremamente rilevante e anche all’interno delle attività di sharing sempre più spesso vediamo l’utilizzo di e-bike come mezzo proposto all’utente finale. Nelle principali città registriamo un tasso attorno al 67 e i bike ining sharing ogni 1000 abitanti, quindi i numeri cominciano a diventare eh molto forti. Questa crescita del mondo delle bike la osserviamo in primis nel settore nel settore city e mountain, ma si sviluppa trasversalmente e tocca sempre più spesso certamente il settore delle gravel che è stato citato prima, ma anche quello della corsa. Di fatto, anche se il nostro studio si concentra sul si concentra sul mondo delle biche, la suddivisione tra le biche e le bici tradizionali per quanto riguarda i produttori sostanzialmente non c’è perché tutti i produttori tradizionali hanno sviluppato e hanno e hanno all’interno della loro gamma anche i veicoli a pedalata assistita. Quindi sono due mondi che coevolvono, che crescono e e rappresentano una sfida unica per i produttori e nel complesso anche per per l’Italia. Questa crescente attenzione per per il mondo delle biciclette, in particolare legata alla alla transizione della mobilità, richiede ovviamente una una un adeguamento delle delle infrastrutture. Potremmo discutere giorni e giorni sul fattore sicurezza e quali sono le soluzioni. Quello che possiamo certamente dire è che eh il paese non è fermo. Abbiamo già registrato un aumento del 50% delle delle piste ciclabili o bike lane a disposizione del del nostro paese nell’ultimo decennio e anche grazie agli investimenti del PNRR, ma nel complesso, sono sono in questo momento in fase di trasformazione, quindi di trasformazione in in nuove costruzioni, piste ciclabili che se solo ci limitiamo all’ambito urbano coinvolgono progetti per investimenti complessivi che superano i 400 milioni di euro. Quindi anche diciamo anche le autorità locali e e a livello provinciale hanno aumentato la loro sensibilità verso il mondo dei del ciclismo e dei ciclisti e quindi anche gli investimenti in questo settore si sono molto sviluppati rispetto ai trend passati. È stato citato prima il che tutto qu che il mondo della Bike Economy porta con sé anche un un boom dell’ambito del turismo. Nel 23 erano quasi 60 milioni ulteriormente aumentati nel 2000 nel 2024. La cosa che velocemente vorrei vorrei sottolineare oltre oltre alla dimensione del numero è quanto sia un fenomeno trasversale che abbraccia la popolazione dai 11 anni ai 70 anni. Quindi vediamo come il fenomeno del bike tourism sia un fenomeno eh culturale che abbraccia diverse diverse generazioni, quindi dalla generazione Z a ai boomers come me. E in tutto questo l’Italia continua a mantenere un’eccellenza, ne parlerà immagino, poi il con maggior dettaglio il rapporto di Banca IFIS, quindi già citato anche i produttori, l’Italia all’interno di queste trasformazioni resta un simbolo di di alto design e la presenza dei costruttori di bici e di componenti è, diciamo, maggioritaria sia a livello sia a livello di World Tour che a livello di tutte le altre manifestazioni sportive internazionali. Quindi la se guardiamo un ebike è è un è un misto di di tecnologie tradizionali e tecnologie nuove. Quindi abbiamo abbiamo motori e e e batterie, ma tutto questo non rallenta, anzi è un nuovo è un ulteriore stimolo, è un ulteriore sforzo anche per i produttori per lo sviluppo di di del resto della bici che rimane che rimane nelle sue componenti fondamentali, quella tradizionale, quindi il ruolo del telaio, il ruolo dell’innovazione sui materiali applicati al telaio, della trasmissione, delle ruote. sono tutti elementi nel quali il settore dell’industria italiana è ampiamente presente, in alcuni casi anche leader di mercato e che è chiamato anche per quanto riguarda lo sviluppo delle Bica a a ad una sfida di ulteriore modernizzazione e e innovazione continua. Se guardiamo nel complesso la struttura produttiva del dell’Italia, vediamo che l’Italia è è presente sia nel settore della produzione delle biciclette, in particolare delle biciclette da corso, sia nella produzione dei dei componenti. per quanto riguarda la produzione di di biciclette e di telaio o vendita di telaio, parliamo in generale la produzione di biciclette e vediamo come abbiamo produttori con una distribuzione sostanzialmente sul sul su tutto il territorio, quindi che va dalle aree tradizionali del del nord Italia, del Lombardo Veneto, il Cunese fino al alla Sicilia. abbiamo certamente una una leadership per quanto riguarda la produzione di di bici di bici da corsa, ma il settore è è anche più è molto più ampio, include include eccellenze anche per quanto riguarda la la la media gamma, la produzione, per esempio, di di di biciclette destinate ai bambini. Quindi è un settore che è vivo e che è formato da imprese di sostanzialmente media dimensione accompagnate e affiancate da imprese che hanno una dimensione ancora da artigianale da un punto di vista della dimensione imprenditoriale. Questo è certamente uno uno dei temi. E sono chiaramente riconoscibili la presenza di di distretti di eccellenza anche nella produzione del delle componentistiche. Eh, citiamo il distretto della Sella dove siamo dove siamo certamente le mondiali, ma nella produzione dei cerchi, nella produzione di gomme dedicate dedicate alle biciclette e anche nella e e pur non essendo leader mondiali, abbiamo delle posizioni di di di eccellenza anche per quanto riguarda tutta la parte di di trasmissione e e di strutture, diciamo, legate alla meccanica stretta del veicolo. anche qui con una varietà tecnica molto elevata dal dal puro carbonio ai sistemi più più tradizionali anche per quanto riguarda il il mercato delle delle bike, quindi anche concentrandoci nel solamente su quanto su sul mondo delle bike, vediamo come l’Italia ha un un volume di exporto, un saldo commerciale quindi una una bilancia commerciale positiva. Quindi, da questo punto di vista, l’Italia sta accogliendo anche la sfida del del delle bike senza rimanere indietro e con un saldo positivo di riconoscimento sui mercati internazionali. E i mercati in cui le bike italiane sono sono venduti sono abbastanza simili a quelli dove dove i nostri brand erano già riconosciuti, quindi un forte presenza nei mercati europei e anche un forte trend di miglioramento. Se guardiamo il quinquenno, poi sappiamo che nel quinquennio abbiamo avuto dei periodi estremamente positivi e dei e dei e dei momenti in cui il mercato è tornato sui livelli inferiori, ma se guardiamo in una prospettiva di medio periodo sul sul quinquennio, quindi sul precovid, abbiamo abbiamo dati che sono in aumento del di oltre il 40%. E allo stesso modo, se guardiamo il panorama mondiale, vediamo come nel complesso e l’Italia è presente è presente in tutto il mondo dal con presenze significative dagli dagli Stati Uniti al Sud America, dal dall’Australia al Giappone. nel lavoro che abbiamo svolto per il MAECI abbiamo ulterior ulteriormente analizzato anche le prospettive dei cosiddetti mercati emergenti, in particolare tutto ciò che riguarda i mercati come l’Africa che sebbene non possono sembrare ancora prematuri per quanto riguarda le le biciclette di alta di di alta gamma, di alta qualità, nei loro volumi di crescita e nelle nicchie di mercato presentano una serie di opportunità che che il nostro paese può può cogliere. Eh, concludendo quello che possiamo dire riguardo all’elettrificazione che ovviamente è una rivoluzione che sta attraversando in modo completo e profondo anche il mondo delle delle biciclette. Come ogni rivoluzione porta con sé una serie di opportunità, ma anche una serie di challenge e un po’ come un po’ come per il caffè, non siamo dei produttori di di batterie di e di materie prime, ma anche nel settore delle biciclette siamo in grado e sono convinto che saremo in grado di mantenere la la l’eccellenza del prodotto italiano anche nel mondo delle bacche. Grazie. Grazie professor Malighetti. Grazie. Nel salutare il professore, saluto e ringrazio anche il dottor Bertocchi, ovviamente Fausto Pinarello e il dottor Giampaolo Bruno. Grazie per essere stati con noi. Noi giriamo velocemente pagina, cercheremo poi magari con i prossimi relatori di essere un po’ veloci per rimanere nei tempi. Secondo panel, il titolo parla molto chiaro, Giro d’Italia, Territorial Impact and Global Showcase. Saluto, ringrazio per la presenza, anche se in collegamento Carmelo Carbotti, responsabile del Strategic Market and Research di Banca IFIS. Ci sente dottor Carbotti? La sento chiaramente, spero altrettanto. La sentiamo. Tra poco torniamo da lei. Invito a salire sul palco. Paolo Bellino Sio e direttore generale RCS Sports and Events. Buon pomeriggio e ben ritrovato. Salutiamo in collegamento il CEO di Film Master Emanuele Tulli. Buongiorno a tutti. Buongiorno a lei, ben ritrovato ancora in presenza Andrea Gentile, country manager giappana diverse. Buon pomeriggio e chiudiamo con lo chef influencer actor Francesco Bellissimo. Buon pomeriggio Carbotti. comincerei proprio da lei. Si va veloci veloci in tante cose, nel nella produzione, nel Giro d’Italia, nelle varie tappe, nelle 21 che ci portano poi alla conclusione e al trofeo che abbiamo qua presente davanti ai nostri occhi, ma si va anche veloci verso un un obiettivo comune, quello dell’eccellenza. un’eccellenza che ha una ricoduta economica sul territorio eh toccato dal Giro d’Italia, sui territori toccati dal Giro d’Italia davvero eh davvero importante. So che Carbotti avete ehm effettuato uno studio eh proprio legato a a questa questa tematica, quindi lascio a lei la parola per andare a raccontarci un po’ il tutto. Grazie mille. Innanzitutto vorrei ringraziare il commissario Vattani e il presidente dell’ICE Paolo Bellino, amministratore delegato di RCS Sport, per averci coinvolto in questo in questo bell appuntamento. In particolare mi dispiace non salutare il commissario Vattani che ho già avuto modo di conoscere a inizio maggio quando siamo stati lì al padiglione a raccontare in quel caso turismo sportivo e eh grandi eventi. Passo a condividere eh la presentazione. La vedete? Non ancora. Adesso no. Però siamo lontani, magari ci mette un attimino, siamo fiduciosi, altrimenti se preferisce raccontarcela, per noi, per noi va bene. Guardi, dovrei esserci riuscito adesso. Ecco, adesso la vediamo. Adesso rivediamo lei. Perfetto. Eh, perfetto. Come è stato introdotto qui, vorrei raccontare una storia, una storia dove si incontrano produzioni, sport ed eventi e che rappresenta un un presente importante, ma che ci proietta anche verso il futuro. Ed è una storia articolata in tre capitoli: tecnologia e top di gamma, design in Italy ed esperienza positiva. Da cosa voglio iniziare? Voglio iniziare dal trend della produzione. Qui lo vedete mappato in termini di numero di migliaia di pezzi, quindi si va dai 4.1 del 1992 ai due oltre 2 milioni del 2024. Che cosa ci dice questo trend? Questo trend ci dice una cosa che è stata già chiaramente affermata dal primo padel che dove c’è tecnologia l’Italia vince. Questo è accaduto col mountain bike a metà degli anni 90 e questo sta accadendo adesso, anche se vediamo pezzi, in termini di numero di pezzi, una una storia che ha un volume ben ridotto rispetto agli anni 90 nella tabella in basso vediamo una crescita forte, con l’eccezione del 2023, che è stato un anno di assestamento, del modello e bike. Che cosa hanno in comune mountain bike e i bike? un comune la tecnologia, la novità, l’innovazione. Se guardiamo l’altro capitolo, anche questo che chiaramente raccontato da dai numeri di mercato internazionale, vediamo un export della componentistica che ha mostrato una buona crescita tendenziale quasi ininterrottamente e se se guardiamo il quadro complessivo negli ultimi negli ultimi 20 anni. Allora, abbiamo detto tecnologia sulla bicicletta finita, l’export della componentistica che cresce. Secondo noi di Banca IFIS non è sufficiente guardare solo il dato complessivo, ma capire da che cosa è eh è composto. E quindi vado a raccontarvi un’analisi che abbiamo iniziato insieme ad RCS Sport nel 2023 con cui stiamo collaborando ormai da anni nelle misurazioni di valore e di impatto economico e sociale eh del Giro d’Italia e nel 2023-224-2025 abbiamo analizzato quello che noi chiamiamo l’altro giro, cioè il giro della tecnologia e abbiamo analizzato sui 18 team UCI World che partecipano alle grandi corse a tappe internazionali, in questo caso specifico del Giro d’Italia. Che tipo di prodotto utilizzano? Beh, quello che abbiamo visto è che il 90% dei team utilizza almeno una componentistica italiana e questo numero di team nel tempo è cresciuto e è aumentato di tre unità, tre team in più che usano almeno un un componente o una bicicletta italiana nel 2000 hanno utilizzato il 2025 verso il 2024. Quindi un successo, un successo in termini di diffusione del nostro prodotto, ma abbiamo voluto fare una piccola analisi aggiuntiva che è quella che ci che abbiamo chiamato la matrice dell’eccellenza e abbiamo guardato due direttrici, l’eccellenza commerciale che è il riflesso della diffusione tra i team del prodotto italiano e l’eccellenza tecnologica che invece è la penetrazione all’interno dei team delle componenti dei diversi paesi. Qui vedete mappato sulla destra l’Italia insieme ai due principali follower in termini di prodotto da corsa e tecnologico Germania e Stati Uniti. Vediamo che c’è una differenza molto forte sia in termini di capacità di diffondere il nostro prodotto dell’alto di gamma, sia di farlo affermare all’interno del eh dei singoli dei singoli tipi con una distanza che ci fa comprendere quanto la nostra eccellenza sia eh talmente eh talmente eh eh riconosciuta da avere diffusione. in numero e in penetrazione. Abbiamo però quest’anno voluto aggiungere anche i cinque Team Pro. Guardando i cinque Team Pro, vediamo che questa storia si afferma e ancora con maggior eh forza perché dei cinque Team Pro che hanno partecipato all’edizione 2025 del Giro d’Italia, il 100% ha usato almeno un prodotto italiano. Cosa cosa succede sulle altre corse a tappe? Beh, la storia si ripete sulla Welta Spagna. 21 dei 23 team hanno utilizzato eh almeno un componente italiano. Anche in questo caso abbiamo una crescita che sono due team in più rispetto al 2024. Sul Tour de France penetrazione ugualmente elevata, 87%, un team in più rispetto al 2024. Possiamo quindi portarci a casa due messaggi intanto dove ci sono tecnologie e performance. La filiera Bike italiana vince. La componentista italiana evidenzia tassi di successo crescenti e focalizzati sull’eccellenza di prodotti. In questa storia la seconda gamma è il design e il made in Italy. Anche qui nel primo panel questi temi sono stati già affrontati con grande efficacia e qui vorrei mostrare qualche numero di un’indagine originale che abbiamo fatto ugualmente per eh per questo racconto che stiamo portando avanti insieme a ISD RCS Sport e abbiamo chiesto a mercati quelli quello nostro domestico e a quello tedesco perché è molto sfidante in termini di bike economy. Quali sono le preferenze sui prodotti consumer made in Italy? E vediamo che la bicicletta è al terzo posto per italiani tedeschi, se ci pensate, dopo due gambe, due prodotti iconici, qual è il food and beverage e la moda. Quindi la bicicletta è nel desiderata dei prodotti Medin Italy. Quando poi abbiamo chiesto quali sono i quattro driver di scelta dell’acquisto della bicicletta, ecco che vediamo che emergono in maniera molto forte. Ovviamente il prezzo, stiamo parlando di un mercato consumer, ma anche tecnologia, prestazioni e design sia sul mercato domestico che all’estero. La sostenibilità rispetto a qualche anno fa invece comincia a questa fase almeno ad avere un un minor impatto sul consumatore finale. Siamo noti sì, in Germania almeno il 90% conosce un prodotto italiano. Quindi riconosciuti e conosciuti. Possiamo portarci quindi a casa un terzo messaggio. Il mercato estero ha un elevato potenziale, ma ovviamente non se andiamo su un prodotto standardizzato, ma quando si va con un prodotto che sia carico di design estetico e funzionale e quindi rappresentante del made in Italy, quel made in Italy che i mercati itali internazionali ci riconosco. La terza e ultima gamba di questa storia è l’esperienza positiva. Questo è un tema che a noi di Banca IFIS interessa moltissimo come Banca delle imprese, in particolare delle microimprese, perché questa esperienza positiva nasce porta dall’utilizzo intelligente smart dei grandi eventi. Vediamo cosa abbiamo fatto. Allora, abbiamo preso il abbiamo fatto un’indagine su gli stranieri i mercati internazionali, in questo caso non ci siamo limitati alla Germania, ma ne abbiamo presi tre: Germania, Francia e Australia e abbiamo creato due cluster, innanzitutto quello del eh del mercato dei dei maggiolenni e abbiamo visto che il 32% degli stranieri di questi tre mercati conosce e segue il Giro d’Italia. Quando poi abbiamo siamo entrati più in in dettaglio e da questo dei mercati internazionali siamo andati a individuare quei gli appassionati di sport, vediamo che questa penetrazione sale all’8%. Quindi come lo fluiscono? ovviamente in TV, in streaming, social media, ricordiamoci che ormai i social media non sono più solo un uno strumento e un canale di di eh di interazione, ma sono un canale di comunicazione importante e l’8% live. Quindi che cosa possiamo dire del Giro d’Italia? Che è una manifestazione molto seguita all’estero, una penetrazione elevatissima che sale enormemente sfiorando il 90% per chi è appassionato di di sport. Dopodiché l’obiettivo era misurare quel fenomeno che gli economisti chiamano country of origines positiva che ciascuno di noi si porta a casa da un evento, dalla visita di un paese o comunque dall’aver effettuato un un’esperienza che coinvolge un determinato paese che poi rimane del nostro curriculum nascosto e che ci porta a fare delle scelte di acquisto anche differesti mercati esteri è sempre con il cluster approfondito, il cluster degli appassionati di sport e abbiamo visto che ci sono percentuali elevatissime di impatto positivo sulla percezione del nostro paese dopo aver assistito al Giro d’Italia. E questo dato mi interessa e mi mi piace sempre raccontarlo guardando invece chi dà un’informazione negativa. Vediamo che da questa indagine vergono delle percentuali praticamente inesistenti, quindi possiamo dire che non c’è mai un’esperienza negativa, c’è con una frequenza che va dal 37% al 51% un cambiamento in meglio della percezione del nostro paese. Ma parliamo di una percezione che si trasforma in intention to buy. Il obiettivo di acquisto. Beh, possiamo dire di sì, perché sempre a questi universi consumatore stradiero e stradiero appassionato di sport, vediamo che la frequenza del viaggio di dossi Italia in Italia è elevatissima, 58% e 81%. Di questi l’89% e il 74% degli appassionati di sport ha acquistato un prodotto Medine Italy e quindi di conseguenza ha migliorato ulteriormente la propria opinione sul made in Italy. Quindi, in qualche modo, analizzando questo grande evento rappresentato, questa corsa iconica rappresentata dal Giro d’Italia, vediamo che inesca un circolo positivo sul posizionamento dei prodotti d’Italia che poi diventa ancor più positivo quando viene acquistato un prodotto ipico e iconico del nostro paese. Giro d’Italia che abbiamo voluto esaminare qui veramente worldwide escludendo nessun area del mondo eh con l’ascolto web. E quello che possiamo vedere è che il trend è costantemente positivo in termini di interazione, quindi non di mera visualizzazione. Tutto quello che che gira intorno al Giro d’Italia è aumentato del 10% del 2024 sul 2023 e ha visto un ulteriore aumento dell’8% del 2025. Noi in generale abbiamo avuto riscontri frequenti del fatto che l’ascolto web poi si trasforma in un’azione concreta e devo dire che il Giro d’Italia 2025 non fa eccezione perché perché eh è un’edizione con numeri in crescita. Qui parliamo di spettatori live che nel 2025 sono aumentati ulteriormente il quasi il 5% trasformando questa crescita in valore. Ormai possiamo dire che il la nostra corsa iconica ha un impatto economico positivo di oltre 2 miliardi di euro e che ha raggiunto ormai pienamente in 2 miliardi e 100 milioni. E qui possiamo chiudere, anzi mi fa piacere chiudere con questo messaggio e che emerge dal terzo capitolo di questa storia che un evento esteso del tempo e diffuso sul territorio come il Giro d’Italia genera un vetrino importante per il Medil in Italy e continuerà a farlo perché raccoglie un interesse crescente nel tempo. Quindi una storia assolutamente positiva ed è, se vi posso permettere, una lezione che ci dobbiamo portare appresso in termini di capacità di dialogare con i mercati internazionali e nostra capacità di essere protagonisti sui grandi eventi. Qui chiudo e ringrazio ancora una volta. Grazie. Grazie dottor Carbotti. Dottor Bellino, un’analisi molto approfondita, si è parlato di tante cose. In questa analisi si è parlato anche dell’attenzione del di quanto e come il Giro Italia venga conosciuto all’estero. Ho visto una fetta importantissima anche legata ai numeri della televisione. So che anche in questo senso il Giro d’Italia fa moltissimo come ehm strumento di sì crescita economica, ma anche di divulgazione di tutto quella che è la nostra Italia. Sì, intanto di nuovo buongiorno a tutti. Ehm, volevo fare una premessa prima di cominciare. Qualche anno fa, eh, allora, noi italiani in particolare diamo per scontato il Giro d’Italia, quindi è un qualcosa che nel nostro DNA e che ci portiamo dal 1909, quindi è una un evento che si sussegue negli anni e che si sussegue negli anni ogni primavera, quindi è un pezzo del nostro del del nostro modo di essere. Molto spesso non riusciamo a renderci conto dell’importanza che ha questo evento nel mondo. Io l’ho sempre considerata e prima di me c’era questa sorta di claim che si chiamava che che diceva che il Giro d’Italia è la corsa più dura del mondo nel paese più bello. È una bellissima sintesi perché mette insieme una corsa sportiva in un con delle salite importanti, quindi una corsa molto dura e questa corsa si svolge nel paese più bello del mondo e quindi c’è il racconto di tutta l’Italia, di tutto il nostro paese. Abbiamo cominciato da qualche anno a questa parte con grandi istituti di ricerca e quindi ringrazio sia il MOST che Banca IFIS e con grandi soggetti a misurare nel dettaglio che cosa vuol dire il Giro d’Italia per l’Italia. e per il resto del mondo. E lo abbiamo fatto per capire che cosa? per dare un valore al nostro lavoro e un lavore a quello che noi stiamo realizzando. E i numeri sono numeri importanti. Oggi il Giro d’Italia è l’evento che dà la maggiore contribuzione, cioè alla ricaduta economica più importante di tutti gli eventi in Italia, determinato anche dal fatto che dura 21 giorni, quindi sono tre settimane di corsa, però l’impatto che avete visto in crescita porta a 700 milioni diretti fino a 2 miliardi e 100. Questo come avviene? avviene anche grazie grazie attraverso una promozione capillare importante. I primi numeri, noi abbiamo 10,4 milioni di italiani sul percorso. Vuol dire che a maggio tanti diranno cavoli, con le scuole aperte e gli uffici aperti 10 milioni 10,4 milioni di italiani al pomeriggio sono tante persone che vanno. È un quinto, un sesto degli italiani che seguono direttamente il Giro d’Italia, perché questo è il Giro d’Italia. Il Giro d’Italia è un evento sportivo che una volta nella vita passa sotto casa tua, quindi basta attraversare la strada e il Giro d’Italia passa sotto a casa tua. Non devi andare tu a cercarlo, ma viene lui a trovarti. andiamo più attraversiamo e e questo è anche uno delle dei motivi per cui noi stiamo lavorando tantissimo con ICE e con il Ministero del Turismo perché siamo attraversiamo 500 comuni, quindi bene o male tra la partenza, considerate che tra la partenza e l’arrivo del Gelo d’Italia in mezzo c’è l’Italia, sono oltre 3500 km, quindi attraversiamo praticamente tutto il nostro paese e abbiamo una il Giro d’Italia, soprattutto adesso negli ultimi 4 anni in cui noi facciamo la produzione televisiva e quindi in qualche modo definiamo quali sono i contenuti e le immagini che vanno in televisione. Dicevo prima, non è solo una corsa ciclistica, una grandissima corsa ciclistica, ma è anche una vetrina, è uno specchietto, uno specchio del nostro paese. Considerate che il valore delle immagini dal punto di vista turistico escluso il la corsa ciclistica, quindi solo immagini di territorio hanno una valorizzazione di oltre 110 milioni di euro. 110 milioni di euro che cosa vuol dire? Vuol dire che l’Italia dovrebbe fare una campagna televisiva del valore di 110 milioni per potersi promuovere in giro per il mondo. Questo valore e queste ricadute e il Giro d’Italia ha oltre 700 milioni di telespettatori. 700 milioni di telespettatori vuol dire che ci sono ehm che andiamo in 200 paesi nel mondo. Abbiamo 200 televisioni, scusate, non 200 paesi, ma abbiamo 200 televisioni che si collegano, tra cui Jort che è qui presente oggi. abbiamo in diretta eh sul giro di con il Giro d’Italia in Giappone e ehm abbiamo una capacità di generare visibilità e racconto del nostro paese che è decisamente molto importante. Da un lato c’è la televisione, da un’altra ci sono, lo diceva bene prima il dottor Carbotti, ma c’è tutta la parte social e digital. abbiamo oltre 15 milioni di eh utenti unici nella parte digital e social e abbiamo oltre 280 milioni di pagine viste. Quindi stiamo raccontando di un evento che ha la capacità di raccontare delle grandi storie. La grande, la storia più grande è questa corsa che è arrivata alla 108ª edizione e che si appresta ad annunciare a metà novembre il il percorso 109, ma è il racconto del nostro paese, è il racconto dei nostri territori, è il racconto delle nostre eccellenze, è il racconto dei nostri distretti. E dopo di me, nel e ringrazio tutte le persone che sono presenti a questo panel e ringrazio i miei colleghi che sono stati in grado di costruire un panel così interessante in cui raccontiamo non solo la corsa, ma che cosa la corsa sviluppa per tutte le aziende perché ci sono aziende private e ci sono aziende pubbliche e c’è il nostro territorio, quindi c’è l’Italia. Ehm, abbiamo fatto quest’anno il primo anno e lo racconterà meglio dopo Emanuele Tulli, eh, abbiamo creato, stiamo creando anche la prima docuserie del Giro d’Italia, che è una docuserie di più puntate che mette insieme il Giro Uomini e il Giro Donne, perché il Giro Women lo organizziamo anche noi e che per la prima volta racconta il dietro le quinte del Giro d’Italia e racconta non solo i personaggi, ma anche tutto quello che si trova dietro dell’Italia. Ehm, noi vogliamo crescere e stiamo cercando di di evolverci di anno in anno e di edizione in edizione. Penso che il Giro d’Italia sia veramente una piattaforma incredibile di promozione del nostro paese. Penso che sia un’opportunità per tutte le aziende e per il nostro paese ovviamente di guardarci all’estero se facciamo come facciamo oggi, quindi facciamo squadra perché oggi siamo qui perché siamo un pezzo del sistema paese. Ice, il padiglione Italia e il Giro d’Italia raccontano un pezzo della nostra eccellenza. Io credo che se noi facciamo facciamo rete e facciamo squadra, non solo il Giro d’Italia crescerà di più, ma tutto il nostro paese avrà dei benefici molto molto grandi. Grazie mille. Grazie Bellino. A proposito di fare squadra, credo che il ciclismo lo spieghi molto bene. Vediamo i nomi su questo meraviglioso trofeo dei grandi campioni che hanno così conquistato un’edizione del Giro Italia, campioni che sono riusciti grazie effettivamente alla squadra completa. A proposito di completezza, ehm qua vediamo chi vince in televisione, sui social vediamo tante cose, ma dietro le quinte siamo in pochissimi a avere l’onore di di vederlo e di viverlo, ma ancora per poco, perché dalle parole del dottor Bellino capisco che c’è una bella novità. Ne vorrei parlare con il produttore responsabile Media and Communication Film Master Emanuele Tulli. Ben ritrovato. Eh, intanto ringrazio per per l’ospitalità e ringrazio il commissario Bassani, il presidente Zoppas che perché l’opportunità di eh di essere presenti qui di fianco a RCS Sport con cui stiamo sviluppando questo eh affascinante progetto è veramente importante per me e per e per la mia società. rappresentare l’industria del del meet entertainment in mezzo a queste eccellenza è veramente qualcosa che mi rende orgoglioso. Vorrei partire un po’ da, in un certo senso, da dove aveva concluso il dottor Carbotti, nel senso che effettivamente se Giro d’Italia può essere può rappresentare la miglior vetrina per per il paese, per il made in Italy e per le eccellenze che che siamo in grado di sviluppare nel nostro paese. L’idea della docuserie nasce proprio dall’opportunità invece di poter raccontare, no, con un’ulteriore vetrina e amplificare quello che è tutto il meccanismo che c’è dietro. Eh, quando ci siamo visti la prima volta con con Paolo Bellino, eh l’idea era nasceva dalla possibilità non solo di seguire il filone di quelli che sono i progetti oggi di media entertainment legati al mondo dello sport e contenuti non sportivi legati ai grandi eventi sportivi che negli ultimi anni ha avuto hanno avuto grande diffusione, grande successo, ma era quella di dare a Giro d’Italia e al racconto del Giro d’Italia proprio un’espressione che potesse raccontare anche perché Giro d’Italia è unico. Quindi, al di là del racconto, no, della della corsa e della competizione, l’obiettivo che ci siamo dati era quello proprio di dare evidenza a quelle che sono eh gli aspetti che rendono Unico Giro d’Italia e uno sicuramente importantissimo è il fatto che ha, come ha detto Paolo, oltre 100 anni di storia alle spalle e con una serie di grandi imprese che l’hanno attraversato, eh, Ma l’altro aspetto fondamentale è quello che il Giro d’Italia attraversa veramente tutta l’Italia e ogni volta lo fai in una maniera nuova, in una maniera diversa. cioè l’incredibile macchina organizzativa eh che tutti gli anni pensa e studia i percorsi dà l’opportunità davvero a il nostro territorio di essere visto, promosso e goduto in tutto il mondo attraverso questa diffusione globale sempre in una maniera diversa e sempre dando l’opportunità ai a nuovi luoghi di essere visti, quindi l’opportunità di entrare eh attraverso un racconto che certo si sviluppa nella in quella che è la diciamo il la storia della competizione, ma di poter entrare con una serie di racconti verticali sui luoghi sul territorio, sui luoghi che ne attraversa, sulle imprese sportive e quelle che sono i i talenti e le legend anche che che hanno avuto l’opportunità di vivere in maniera emozionante ed emozionale in Giro d’Italia. sono un po’ gli ingredienti che abbiamo messo insieme. Adesso, prima di magari darvi qualche dettaglio in più, eh io penso che le immagini possano un’anticipazione delle immagini possano darvi una un’idea molto più chiara di quello che potrebbe essere il sapore, no? E il sapore che vogliamo che vogliamo raccontare attraverso questo questa docuserie. Ehm, e poi magari vi do anche qualche dettaglio in più su comeè strutturata e qual è un po’ la strategia anche di eh distribuzione della eh del prodotto. Giustamente il dottor Bellino sta dicendo è una super anteprima, nessuno di noi l’ha visto, quindi io sono certa che anche qua in sala siamo tutti molto molto curiosi. Chiedo quindi alla regia di di mostrarci questa confermo. è in assoluto la prima volta che qualche immagine esce dal nostro davanti. [Applauso] R in time right here and the R I think is one of the most embatic jers in the whole world cycling. [Applauso] [Musica] Giro d’Italia è è un monumento nazionale. [Musica] [Applauso] [Musica] [Musica] Arrivare a Roma vuol dire arrivare nel cuore storico dell’Italia. È la prima maglia rosa su Romerico Vescucci. Laan ha superato l’ultimo chilometro. This is your alone. [Applauso] Unt competiz sia, no? Carap, [Musica] la maglia rosa fa miracolo. [Musica] Nel cismo il pericolo in ogni curva. Il giro è una festa per tutti. Quando tu passi in un paese e vedi tutto rosa, è impossibile che che un corridore non rimanga emozionato di fronte a questo. Carlos 3 [Applauso] Pink. [Applauso] [Musica] [Musica] Tuli, io non so come commentare perché sono rimasta senza parole. È davvero meraviglioso quello che siete riusciti a fare. Eh, questo coming soon. Io non vedo l’ora che arrivi proprio il momento. Nel frattempo e purtroppo siamo un po’ corti con i tempi. Eh, la lascio per un lascio il tempo per un per un saluto finale e per procedere con la scaletta. Ancora tanti complimenti. No, grazie mille. Vabbè, ogni volta che lo rivedo mi emoziono anch’io perché poi c’è dietro chiaramente il lavoro di di tantissime persone, no? dietro dietro quello che avete visto e dietro quello che vedrete poi nei prossimi mesi. Chiudo giusto dicendo che l’idea è quella di siamo ancora in fase di montaggio dei quattro episodi più il quinto episodio del giro femminile che per noi è importantissimo che abbia, diciamo, la sua la sua vetrina e l’opportunità di essere, diciamo, considerato per la prima volta, anche questo è un inedito, eh diciamo a pari livello della competizione maschile in un racconto eh di diciamo di un contenuto di behind the scene sportivo. Quindi questo fa parte, diciamo, di una delle cose belle importanti che pensiamo di di avere costruito su questo progetto. Ehm l’idea è quella di chiudere il piano di distribuzione entro lo, diciamo, la fine di settembre, l’inizio di ottobre e quindi di poter fare presto, diciamo, una anche un lancio, un annuncio ufficiale di quella che sarà l’uscita del prodotto che eh vorremmo tantissimo che avvenisse entro la fine dell’anno, ma anche per fare da ponte tra quello che è l’edizione del 2025 e l’edizione del 2026. Ehm perché ritengo che sia eh ulteriormente importante aprire questo filone perché ci può dare veramente l’opportunità di anno in anno di raccontare sempre storie nuove e emozioni nuove che sono quelle che poi si vivono dietro eh diciamo questa splendida competizione eh che tutti amiamo. Vedo che si è collegato anche Vincenzo Nibali che saluto e ringrazio e lui sarà sicuramente un grande protagonista di questa DOCU serie perché ci ha dato con il suo racconto un contributo importante sotto tutti i punti di vista. Lo sentiremo tra poco. Grazie a lei dottora Tulli. Grazie davvero. Noi rimaniamo in trepidante attesa. A proposito di attesa, abbiamo visto una maglia rosa che viene attesa per ben 21 tap. Non c’è solamente la rosa, potremmo parlare anche delle altre tre. Vorrei cominciare da una maglia bianca che può essere tinta di rosa nel caso di una grande realtà italiana conosciuta un po’ in tutto il mondo. Parliamo di un’azienda eh che non ha a che fare con il mondo del ciclismo, nel senso non è un’azienda magari come col nago, come Pinarello, che produce biciclette, ma che è molto vicina allo sport e al ciclismo in particolare. Dottore Gentile, un esempio bellissimo, credo, di un brand italiano che si promuove anche attraverso lo sport e il ciclismo, anche perché credo ci sia una sorta di parallelismo tra il mondo dell’azienda e il mondo del ciclismo. Salite e si fa fatica, però poi ci sono le discese e in salita poi il panorama è bellissimo, no? Prego a lei. Grazie. Allora, innanzitutto è un piacere essere qua per noi anche in questo paese che ha accolto la nostra azienda già ormai nel 2013, quindi è un paese in cui siamo presenti ormai da tanti anni. Eh, innanzitutto volevo dire che partire col fatto che la storia tra human e intimissimi uomo è un un corteggiamento nato 7 anni fa che poi è esploso, diciamo, è fiorito in una in questa storia d’amore rappresentata dalla dalla maglia rosa che è un po’ la fonte di orgoglio del lavoro di tanti nostri colleghi RCS, insomma è una collaborazione che ha portato a un risultato per noi fonte di orgoglio. Ehm, non è banale il collegamento tra universe e human intimissimi uomo e il ciclismo, anche se in realtà ne esistono parecchi. Eh, basta pensare il primo, il più facile, il più semplice è sicuramente il Made in Italy. Il Giro d’Italia è un simbolo da sempre d dell’italianità e Oniverse allo stesso modo nato nel 1984 è ormai un’azienda leader e molto conosciuta sul mercato italiano, ma soprattutto presente in 57 paesi, quindi è anche ormai internazionale. È stato citato prima la capillarità, appunto, del Giro d’Italia, il numero di municipalità che tocca. Anche questo è un parallelismo con Oniverse perché, appunto, è presente in 57 paesi, eh ha il suo cuore fondante nel retail e nella capillarità dei suoi negozi. Ehm, è stato detto anche quanto pubblico partecipa ogni giorno alle tappe del Giro d’Italia e eh anche in questo ci sentiamo molto vicini, nel senso che poi noi effettivamente attraverso retail accogliamo nei negozi il pubblico e i consumatori che poi si rivolgono al al nostro marchio. è una storia anche una metafora, diciamo, secondo noi interessante di quello che può essere il retail in ogni tipo di mercato, ovviamente a livelli differenti, ma lo sportivo, il ciclista affronta varie fasi durante la sua carriera e durante la sua preparazione al Giro d’Italia, quindi allenamenti, strategie, eh per poi arrivare al giro con risultati, salite, discese, come si diceva, traguardi, difficoltà. abbiamo visto cadute. Eh, è stato detto nel video precedente che dietro ogni curva esiste una difficoltà, esiste un pericolo. Ecco, un po’ quello che contraddistingue anche il nostro lavoro nel retail. Anche noi dobbiamo affrontare in ogni mercato la dobbiamo prepararci al mercato con una strategia, dobbiamo affrontare il mercato con il giusto approccio, come si diceva prima, dobbiamo affrontare salite e discese, ovviamente, difficoltà, eventuali cadute, ma poi alla fine i traguardi arrivano e le soddisfazioni arrivano. Quindi diciamo che alla luce di tutti questi aspetti che riassumo molto brevemente, il collegamento e la storia tra la maglia rosa 2025, quindi Human intimissimi Uomo come sponsor ufficiale, è stata una relazione quasi naturale, un legame nato effettivamente alla luce di tutte queste similitudini che poi hanno fatto sì che ci rendessimo conto di quanto siamo vicini a il giro d’Italia che non solo è un evento sportivo, non solo è un evento ciclistico, ma è un evento popolare, un un evento che accomuna persone e generazioni, anche perché io ricordo nella mia famiglia stessa siamo in tre generazioni appassionati del Giro d’Italia, quindi diciamo che è una storia che continua e il rapporto che vogliamo avere noi come Universe con questa questo tipo di di di presenza a livello italiano è un rapporto stretto e vogliamo sostenerlo e vogliamo essere parte di questo importante progetto, storico progetto. Grazie. Grazie. Grazie dottore Gentile. A proposito di eccellenze, di una tipologia un po’ diversa, parlerei ora con lo chef bellissimo, nel suo caso romano, letto un romano di nascita, posso dire giapponese d’adozione, ormai so che ormai è qua per è anche qua per promuovere il le eccellenze, in questo caso culinarie, culturali italiane all’estero. Innanzitutto buonasera a tutti e voglio ringraziare tutti quanti che mi hanno dato la possibilità di essere presente qui oggi e sono Francesco Bellissimo e vivo qui ormai e come diceva anche lei e da 25 anni e mi occupo un po’ di presentazione della cucina italiana e a volte anche della cultura italiana, delle eccellenze che abbiamo in Italia, un pubblico giapponese tramite i media tradizionali come possono essere riviste, televisioni e anche ultimamente, negli ultimi anni, insomma, con i social e niente, sì, vorrei anche ringraziare, ecco, proprio il il Giappone che mi ha dato la possibilità in tutti questi anni e di poter presentare le eccellenze italiane. c’è stata grandissima eh disponibilità del pubblico giapponese e soprattutto in questi anni posso, insomma, raccontando un po’ la mia esperienza eh in questi anni di vita qui, c’è un grande affetto, non solo interesse per l’Italia, ma io direi proprio amore per quello che è la cultura e la cucina e anche il Giro d’Italia. Ecco, tornando, posso posso parlare? Sì, sarò molto breve. Eh, tornando al discorso del Giro d’Italia e e mi è capitato, dato che ho a che fare molto con le persone, diciamo, comuni giapponesi, le casalinghe, coloro che sono interessate un po’ alla cucina italiana e mi è capitato di incontrare persone che mi hanno parlato del Giro d’Italia in Giappone e che inizialmente neanche erano interessate al ciclismo in generale, ma le immagini che vedevano erano talmente belle, talmente interessanti che si sono interessati e poi mi vengono a dire “Grazie al Giro d’Italia vorrei andare a visitare questo posto e lo conosci?” Insomma, e questa è stata per me una cosa molto bella perché mi dà la possibilità anche di presentare eccellenze di posti particolari, magari che si possono raggiungere solo in bicicletta oppure dei posti che magari non sono tanto comuni e conosciuti qui in Giappone. E e in questo, secondo me, c’è una grande possibilità di business futuro, nel senso unire il discorso del Giro d’Italia e anche della bicicletta in generale al food, nel senso che delle degli eventi, insomma, come il Giro d’Italia danno la possibilità di conoscere dei posti che in Giappone non sono molto conosciuti e quindi anche dei cibi, dei prodotti locali che i giapponesi neanche conoscono, E quindi questo secondo me è una cosa molto bella. In effetti chef è molto bello perché di tappa in tappa noi andiamo, il Giro Italia va in una location part in un punto arriva nell’altro e tante volte c’è proprio questa spiegazione anche delle specialità delle dei prodotti tipici magari sconosciuti anche per qualcuno di noi italiani e che abbiamo modo di andare ad approfondire un po’ nel nella conoscenza. per dare, ecco, mai se mi posso permettere di dare un consiglio futuro un po’ sul modo di fare la promozione, eh, conoscendo un po’ il mercato giapponese e che secondo me sarà importante far capire ai giapponesi, intanto far conoscere il prodotto e poi far vedere al pubblico giapponese che questo prodotto è inseribile anche all’interno della cultura giapponese. Un esempio pratico, per esempio, il Grana Padano che dopo uscirà anche nel menù della cena di Italy più tardi per chi parteciperà e il grano padano che per noi è un formaggio comune, magari non è molto conosciuto in Giappone, anche se se uno va nei negozi specializzati si trove, ecco, un giapponese medio che compra quel tipo di formaggio e gli viene in mente subito di cucinarlo alla Marana oppure mangiarlo come vede nei ristoranti italiani. Ma in realtà, essendo un’eccellenza italiana è utilizzabile anche all’interno della cucina giapponese perché essendo un cibo fermentato con delle proprietà nutritive molto alte e molto valide e si può inserire benissimo, per esempio, e lo dico per il pubblico giapponese che adesso sta assistendo a questo evento, per esempio, nel miso nella zuppa di miso che viene fatta col fermentato di fagioli, però inserendo magari un po’ di grana all’interno crea un sapore molto buono e diventa anche nutriente e quindi la la casalinga di di Osaka o di Saitama, ecco, può acquistare quel prodotto non solo per cucinare italiano, ma anche per inserirlo nella quotidianità eh della del giapponese. Poi avremo modo di magari confrontarci su un paio di ricette a proposito di casalinghe. Andiamo avanti. Voglio ringraziare quindi innanzitutto coloro che ci hanno seguito da casa in collegamento, quindi il dottor Carbotti e il dottor Tulli. Ringrazio ovamente il dottor Paolo Bellino, il dottor Andrea Gentile e ovviamente lo chef Francesco Bellissimo. Grazie ancora. Il nostro viaggio continua. Terza tappa di questo racconto, Innovation Tourism and Future of Cycling Mobility. In collegamento troviamo Nicola Saldutti, caporedatore economia del Corriere della Sera. Buon pomeriggio, ben ritrovato. Vediamo se ce l’abbiamo. Sentite? Eccoci, la sentiamo. Grazie per essere con noi. Grazie a voi dell’invito. Davide Cassani, già ciclista professionista, già voce del grande ciclismo, nonché presidente dell’azienda per il turismo dell’Emilia- Romagna. Buon pomeriggio e poi campione del mondo nel 1988, due volte vincitore della Coppa del Mondo, della classica di primavera, la Milano Sanremo, della Freccia Vallone di molto altro. Con noi Maurizio Fondriest, un uomo che sa andare molto molto veloce, già pilota di Formula 1 e ora sio del team Ukio. Per quanto riguarda invece il mondo del ciclismo, Ukio Katayama. [Applauso] fotografo di ciclismo, di grandissima esperienza anche soprattutto per quanto riguarda i grandi giri, è con noi Yuzuru Sunada. Benvenuta, dottor Saldutti. Comincio proprio da lei per parlare del mondo della bike industry in relazione soprattutto a quello che può essere, anzi è lo sviluppo turistico dell’Italia. parlavamo di Giro Italia, ehm, che parla di valorizzazione del territorio, ehm, territorio che viene enfatizzato e raccontato e fatto conoscere al mondo intero a lei. Allora, eh abbiamo ascoltato tante analisi che descrivono numeri che dicono una cosa molto importante, il settore, questo mondo è un mondo in forte crescita. L’ultima cosa che ha detto lo chef bellissimo, ha detto il punto è fondere le culture. Allora, siamo in una fase di grandissima trasformazione. Se uno pensa al nostro paese, la cura che si sta avendo per le aree interne, ecco, il Giro d’Italia che attraversa il paese mostra tutti gli aspetti di questa meraviglia. È venuto fuori un dato, la bicicletta è al terzo posto nell’indice degli acquisti, no? dopo il cibo, la moda, c’è la bicicletta e chi guarda il Giro d’Italia poi decide magari di andare in quei luoghi, di visitarli. Quindi stiamo vediamo che l’aspetto dell’industria, della produzione, delle eccellenze che sono state dette, no, in 16 team su 18 sono presenti eh cose fatte da imprese italiane, quindi c’è un aspetto industriale che è in crescita, c’è un aspetto culturale. Ecco, questa parola è affiorata nella nella in questo pomeriggio, eh perché se prendiamo ad esempio il tema delle biciclette nelle città, il bike sharing, la possibilità di spostarsi in modo sostenibile, ha bisogno di una spinta culturale forte perché molte città sono resistenti su questo e però in questo ci diceva il professore di Brescia, gli investimenti sono molto grandi col PNRR, quindi è un settore in grandissima trasformazione e oggi dove la competizione si gioca molto sulla capacità dei luoghi di attrarre curiosità oltre che domanda, di attrarre persone, di attrarre turisti, di attrarre cicloturisti e l’Italia si trova a dover giocare questa questo strano mix. Da un lato devi essere l’eccellenza tecnologica, devi produrre le biciclette più belle e più e più innovative possibile. Dall’altro devi mostrare la tua bellezza, la bellezza della tua storia. abbiamo visto il il filmato, no, della docuserie e che è un assaggio eh abbastanza eh profondo di quello che si può mostrare. Però insisto molto sulla sull’aspetto culturale. Bisogna fare in modo che questo potenziale, Ecco perché è come se la bicicletta avesse un potenziale infinito rispetto a quello che già ha. Son dati molto positivi, son dati tutti in crescita. Eh, però è necessario fare un salto perché sennò c’è un rischio quando si fanno le cose molto bene, eh, si diciamo si ragiona anche un po’ sulle rendite e questo non è tempo di rendite perché la velocità di eh di cambiamento, abbiamo visto quei dati dell’IFIS sui social, no? Su quanto i social siano un vettore di di conoscenza. Ecco, lì bisogna fare in modo che l’attenzione delle persone si trasformi in decisione di spostamento. Un’ultima cosa, perché non voglio rubare tanto tanto tempo, ehm, a proposito della sostenibilità, no? Naturalmente, diciamo, eh la bicicletta lo è per eccellenza. E eh sono andato a prendermi una cosa che ha detto Giorgio Armani sulla bicicletta che insomma nel 2013 fece un’intervista e disse la bici è più vicina all’essere umano che può essere sia all’essere umano come persona che all’essere umani per fare in modo che il contatto con i luoghi, il contatto con le persone. E io credo che da questo punto di vista per un paese come l’Italia, purché l’Italia non sia, adesso la dico in maniera un po’ presuntuosa, l’idea che tutto debba essere fatto perché noi abbiamo questa cultura e dobbiamo in qualche modo comunicarla e imporla agli altri. Certamente il Rinascimento è meraviglia, Leonardo è meraviglia, il Colosseo è meraviglia, però se vuoi essere una ehm potenza culturale mondiale, devi ascoltare le altre culture ed entrare in sintonia. Ecco, quella ricetta di cui ci parlava bellissimo è quel quell’eccellenza italiana la devi mescolare con quelle ricette giapponesi perché altrimenti sarai un’eccellenza, ma avrai sempre un limite alla tua crescita. La ringrazio. Grazie davvero, dottor Saldutti. Grazie a voi. Si parla di di crescita. Davide Cassani, io vorrei parlare di crescita anche per quanto riguarda i numeri della conoscenza del territorio. Abbiamo parlato di lei anche come presidente di un’azienda per il turismo. So che fra poco vedremo quando sarà il momento una clip a questo proposito e il Giro Italia aiuta tanto anche in questo in questo senso questa direzione. Assolutamente sì. Buonasera. Ma sai, io arrivo da una regione dove la bicicletta è radicata nel territorio e siamo consapevoli e sappiamo che gli eventi ciclistici sono molto importanti per la crescita del nostro turismo. Noi negli ultimi due anni abbiamo ospitato 500.000 cicloturisti e abbiamo avuto 1.ion.000 presenze legate appunto al mondo cicloturistico. L’abbiamo sentito prima, no? I numeri sono impressionanti, 50 60, siamo arrivati a 89 milioni di presenze in Italia, anche perché non dimentichiamoci che l’Italia è la nazione più richiesta per tutti coloro che vogliono fare cicloturismo. E cosa c’è di meglio di un Giro d’Italia per mostrare le nostre bellezze? Anche perché se andiamo, no, a vedere, no, se chiudiamo gli occhi e vediamo un gruppo è una un qualcosa di straordinario perché è un gruppo silenzioso che accarezzia il territorio dove dove pedala e abbiamo prima sentito parlare anche di cultura, no? Perché pedalando si viaggia, viaggiando si impara. Ed è per questo che il Giro d’Italia non è solamente una corsa in bicicletta, ma fa parte della nostra storia e della nostra cultura. Ed è straordinario perché perché se noi pensiamo al Pordoi, allo Stelvio, al Gavia, al Mortirolo, al Colle delle Finestre, no, sono veri e propri monumenti, perché in ogni tratto, in ogni curva, c’è uno scatto, c’è una crisi, c’è una un’impresa, cioè siamo il Giro d’Italia è riuscito a creare dei monumenti E queste salite fanno parte del nostro immaginario e tutti noi abbiamo il desiderio e la voglia di andare a provare quelle salite, a vedere quei monumenti. E a parte le salite, Giro d’Italia ci mostra delle immagini straordinarie, come quest’anno abbiamo visto Albero Bello, Matera, Pisa, Lucca e non tutti conoscevano la pietra di Bismantova. Quest’anno siamo arrivati a Castelnuovo nei monti, no? La pietra di Vismantova è una roccia straordinaria che se la vede da una parte sembra una grande nave e dall’altra sembra un tronco immenso tagliato a metà. Ecco, noi dell’Emilia Romagna abbiamo bisogno del Giro d’Italia perché il Giro d’Italia, attraverso le emozioni che trasmette, riesce ad attirare persone che hanno la voglia di vedere quello o meglio di andare a visitare quello che hanno visto in televisione. Nel 2019 abbiamo ospitato la grande partenza del Giro d’Italia e attraverso il Giro d’Italia abbiamo parlato del Guercino quando siamo arrivati a 100. Abbiamo fatto vedere eh le nostre eh località asciuistiche come come Sestola o le o a Bagno di Romagna. Abbiamo visto e siamo entrati nella foresta casentinese le ceramiche di Faenza, le città d’arte di Ravenna, di Bologna, di Modena, di Parma, dove abbiamo parlato di Verdi. Ecco, attraverso una corsa in bicicletta riusciamo veramente a far vedere tutte le nostre eccellenze, non solo alle città d’arte, ma anche le eccellenze culinarie. Cioè, la cosa che mi ha sempre sorpreso il Giro d’Italia, io l’ho ne ho seguiti 35, ho fatto 35 Gir d’Italia, 12 li ho fatto in bicicletta e gli altri li ho commentati per la televisione. E che ogni volta che ti sposti anche di 10 20 km senti un accento diverso, mangi un pane diverso. Ogni ogni località ha una specialità che ti dà la possibilità di assaporare tutto quello che quella terra ti può offrire. E quindi tutto questo è il Giro d’Italia. Ed è per questo motivo che l’Emilia Romagna crede molto nel cicloturismo, crede molto negli eventi sportivi e il Giro d’Italia ci dà la possibilità di farci conoscere in giro per il mondo. Cassani, a proposito di Emilia Romagna di località, andiamo assieme a vedere questa clip. Vai! Rimini is tourism for cycling and cycling for tourism. [Musica] Rinis [Musica] inclusion Rimini is beauty. [Musica] E Rimini is lifestyle. [Applauso] [Musica] [Applauso] Rimini isinability. [Musica] Good vibes. [Musica] video ab voglia di andare a Rimini anche di mangiarsi una piadina, eh, visto che il bambino bino la stava sgranocchiando. Sì. Ed è la bellezza, in questo caso, della bicicletta che ti dà la possibilità di entrare nel territorio senza disturbare, in silenzio, no? in punta di piedi e questo filmato è un’anticipazione perché l’anno prossimo a Rimini ci sarà il Velo City dopo 35 anni torno in Italia che è il forum più grande mondiale, ospiteremo 1600 operatori del settore che arrivano da 60 paesi diversi e quindi anche in questo caso, appunto, l’Emilia Romagna, essendo un focus per il cicloturismo, questo è un evento molto importante. Cassan, tra l’altro, una bicicletta che ci porta a scoprire da vicino dei luoghi dove diversamente con altri mezzi non riusciremo ad arrivare. La ringrazio e lascio la parola a Maurizio Fondries. Maurizio Fondries che è un grandissimo campione, ha vinto tantissimo. È difficile sintetizzare una domanda, ma ci provo. Ha vinto tantissimo, non ha mai abbandonato la bicicletta, ci ha messo il viso, ci ha messo il nome creando un’azienda. continua a pedalare, lo fa anche con un’azienda durante il il Giro Italia con queste pedalate. Insomma, un sacco di progetti. Innanzitutto, buon pomeriggio, non so se abbiamo anche qualche immagine e io ho vinto il campionato del mondo nel 1988, quindi 37 anni fa. Ehm, sono ritornato sono ritornato a a Ronse in Belgio, dove l’ho vinto quest’anno per girare un docu film e ti rendi conto di quello che ehm sei riuscito a fare il campionato? Questo è questo è il brand della mia bicicletta che sto cercando di riportare in un po’ in tutto il mondo e soprattutto in Giappone, come era presente molti molti anni fa. E se possiamo andare avanti che ehm nelle immagini vi dicevo, sono ritornato eh per girare un il docilm e e ti rendi conto che hai fatto qualcosa di grande ed è per questo che ehm con la mia fama voglio tornare a ridare indietro. Io sono amassador non solamente della della mia regione, ma ma dell’Italia e portare in giro l’Italia nel mondo. Il Giro d’Italia, se possiamo abbiamo un’immagine del dell’attività che normalmente adesso faccio da ormai da 20 anni. Io ho partecipato al Giro d’Italia, ho vinto Tappe al Giro d’Italia e eh quando eh correvo al Giro ehm non avevo il tempo né la voglia di guardare quello che mi stava intorno, ero concentrato solamente sulla corsa. Ehm, ma poi eh per 20 anni e adesso sono ambassador di Ecco, questo è questo, ecco, mi soffermo, questo è il grande Eddy Merx che sono andato a trovare a casa sua per il docufilm e una delle persone più è stato il più grande di tutti i tempi, una persona veramente umile, eh, che fa capire quanto è forte il ciclismo. Dicevo, il Giro d’Italia, il Giro d’Italia lo potrei dividere in in tre cose. La competizione, la competizione, quando io ero corridore vedevo solamente il Giro d’Italia e le corse solamente per al col fine di vincere e non mi guardavo mai attorno. però da quando poi ho smesso, da 20 anni sono ambassador di di uno degli main sponsor del del Giro Italia, main sponsor della della maglia dei Gran Premio della Montagna e e ti rendi conto di quante persone questa azienda riesce a coinvolgere durante il giro e sono migliaia di persone in in 21 in 21 giorni, però c’è poi eh la la terza la terza fase che forse è quella più importante. Ha detto bene Bellino, quanti soldi dovrebbe spendere una nazione per promuovere per promuovere il territorio? E ti rendi conto che ehm, come ha detto Cassani, Davide Cassani, quanto il Giro d’Italia riesce a andare in maniera profonda in tutte quelle località che sono magari meno conosciute dal dal pubblico sia italiano che internazionale e abbiamo bisogno di far conoscere l’Italia in maniera in maniera diversa. Ci sono delle località italiane che sono bellissime, che non sono conosciute e il Giro d’Italia riesce riesce a farlo in maniera veramente veramente profonda. E io vorrei, se ci fosse la possibilità, di vedere il il video sulle bike lane che ho preparato, se c’è altrimenti [Musica] ogni ciclista che ha perso la vita sulla strada ci ricorda quanto conta la sicurezza. Questa linea bianca è un simbolo, è un atto di civiltà, è rispetto per chi sceglie di pedalare. In Trentino abbiamo deciso di partire da qui, un segno a terra per cambiare la mentalità. La sicurezza non è mai un dettaglio, è una direzione, seguiamola. Ecco, questo questo video che abbiamo realizzato con la la mia la mia regione, il Trentino, e è per il discorso di sicurezza, però la sicurezza è molto legata anche al turismo. Io l’ho voluto fare perché vogliamo essere la regione ehm che riesce in poco tempo a realizzare piste ciclabili bike lane. Questo primo per la sicurezza, ma con una ricaduta sul sul turismo, perché i turisti cercano e vogliono avere, quando arrivano in un paese delle strade delle strade sicure. Io penso che l’Italia ha un territorio bellissimo dove si possono realizzare ciclabili, bisogna investire tantissimo e gli investimenti hanno una ricaduta almeno di 10 volte l’investimento. Quindi abbiamo due cose, Giro d’Italia che ha la forza della promozione e dobbiamo però investire tantissimo sul su tutta la rete ciclabile e con le bike lane. E io penso che potremmo arrivare ad avere una rete ciclabile, forse la più bella che abbiamo nel mondo. Grazie Modrest. Grazie mille. Continuiamo ad andare veloce. Lo facciamo con un uomo che è abituato ad andare veloce. è stato pilota di Formula 1, ora lo troviamo come DS di un team legato al mondo invece del ciclismo. Sicuramente una persona che ha a che fare tutti i giorni con il talento, talento che va di volta in volta sviluppato anche in una proiezione, in un’ottica futura. un futuro e questa è la mia domanda nella quale nel quale chiedo un po’ quale può essere secondo lei il ruolo del ciclismo, soprattutto visto come una forza che può, questa la domanda, cambiare la la città e e la società. Quindi può così essere importante il ciclismo nella nella mutazione? スポーツ の 世界 に 関わら て もらっ て ま内 が で死んすぐろ走り し て それ から比べる と 安全 性 って の は ものすごい 高く なっ て もう それ 以来 F で は死亡 事故 起き て ない な ねっ から で は ない ですけど 今僕 は より 自転車 に て いつ か イタリア の レース に本 のチーム で と いう ことし て やっ てる ん ですけど なかなか です ね実 は日本 で こう自転車競技 の こと を いん 人 に お話 を し て も まだまだ です ねちょっと ある ん ですけど も自転 車 のイメージ が日本 で はえく なく て です ね 、 ま 、 子供 の 事己 の で あっ たり が ルール を 守ら ない で も それ がんだん こう 車 が進化 する にえの中 も から 自転 車 も あの進化 を し て て ま第部 で自転車 で モーター がつい た こと で日本 から 坂道 が消え たって いう の が ある ん でそういっ でえ地方 の中間 地域 で ま電車やバス が廃止さ れ た よう な ところ で も逆 に 年寄り の が あの自転車免許変 し た人 が乗れる の が 自転車 しか ない ん でそういっ が進化 し て 今 あの自転車メーカー で は なく て まあ自動車メーカー が自転車 を作る準備 を し てる ん です ね 言っ免許 し た人 が乗れる自転車かでだ自転車持っ分て 2 つやっぱりモビリティして当然進化でそれやっサイクルツーリズム東京オリンピックスポーツマネジーっえ島海みたいサイクルツえレインボーブリジを止めて走るようやらせてもらっりやったですけどやっぱり自転車 はスポーツっめてそののモタスポーツ理解されると思っ意味は日本だまだブラ自転車のイメージ的にはジロイタリア持ったイタリアのティ がっ日本人さん僕自転車ラッシュけの向こと麗に僕も行っ走らせてもらっで登っミュージアムを見たう 経験 を し たり逆 に本ジロデイタリア のグデパ みたい な そう いっ を やっ て もらっ て もっと強烈 な です ねヨーロッパ の大スポーツ がサッカー と F 1 と自転車 な ん だ いう の を知 て もらっ たり そうっ て な と し たら あのモビリティ と し て自転車 の 環境 に と だけ文化 そういっくんか変わっくれるじゃないかなという気がします。あの Grazie Mister Catayama insomma che dice giustamente sarebbe bello magari organizzare anche una parte del Giro d’Italia in Giappone. Noi ci giriamo nei confronti del dottor Bellino che insomma avrà modo in questi giorni, abbiamo un lungo viaggio, di pensare anche a questa cosa in mezzo alle tantissime cose alle quali ha da pensare e ha da pensare molto, ha avuto da pensare molto e soprattutto da scattare tantissime foto nei suoi 64 grandi giri. Ricordo agli amici presenti che il grande giro è Giro d’Italia, Tour France, Welta e Spagna. Lui ne ha fatti 30 Tour e de France, eh 32 Giri d’Italia, una cosa 3232, insomma, focalizziamo lo sguardo sul Giro d’Italia. L’immagine più bella che le è rimasta impressa del nostro paese. Sì, ho Buonasera a tutti. Ho fatto 32 tour, 32 giri, eh, Werta, non mi ricordo, ma forse 25 così, eh. Quando Maurizio ha vinto Milano- Sanremo ho fatto Freccia Barone e Davide Cassag ha vinto due tappe del Giro, però anche lui ha perso Amstel Goldoles ho fatto. Quindi lei c’era sempre nel bene e nel male era sempre presente. Sì. eh dell’89 fino recentemente, però adesso io anzi questa immagine che ho fatto Stervio, eh Ivan Vasso a Mortiroro o eh Ivan Ivan Basso in montagna Gnibari, perché prima sentivo che loro vengono qui, quindi ho preparato queste foto. Eh, Gnivari Montagia, Gnivari Bazzo. Ah, mio amico Ukaiama è venuto al Giro d’Italia che ho fatto con Evan Basso. Poi ho fatto vedere Italia ogni domenica c’è questa gara. Eh, sì, sì. AI Van Basso, ma e guardando al futuro invece questa persona qua penso di averla già vista. Guardando al futuro invece ehm cosa vorrebbe lasciare? Quale valore alle prossime generazioni? Sì. Eh, sicuramente eh il Giappone non è ancora come Italia, che Italia ci sono tante gare, tanti ciclisti, tante fabbriche, biciclette, quindi eh il Giappone non è ancora a questo livello, però io il ciclismo poi andare in bicicletta è molto bello per salute, poi E Cassani ha spiegato che Giro d’Italia ogni paese c’è c’è ogni paese c’è storia, quindi io anche eh Giappone spero che arrivi ehm questa cultura come elitaria. Ecco, devo dire che queste immagini, tra l’altro, di Cassani non le avevo ancora viste. Cass Cassani Lombardia, Maurizio, abbiamo visto Cavendish, abbiamo visto G 91 Stoccarda, che memoria Stoccard Giro di Svizzera. Quante foto ha? più o meno. Non lo so, non ho mai calcolato, però più o meno. Ma comunque c’è una cantina Sì. che è pieno di diapositive, foto. Ho fatto con diapositive, quindi pienissimo, una cantina, però adesso meno male che è arrivato questo, eh foto digitali, quindi porta via meno spazio. Esatto. Bello, molto molto molto bello. Vabbè, insomma questa questi momenti ancora i insomma poi eh ogni tappa c’è storia questa Pisa, questo vicino Napoli. Eh le foto parlano, le foto parlano parlano e per noi chiamiamo il ciclismo fare così un salto. Questo Barolo, questo Genova che bello cheo faccio vedere città come bellezza di città ogni città. Cosa dicono i suoi conterranei quando vedono queste immagini? Perché io quando parlo dell’Italia mi piace raccontarla con le sue gli aspetti diversi, il mare, la montagna, il caldo, il freddo, le salite, ma anche ovviamente le colline, la storia. Cosa cosa qual è la prima reazione vedendo ad esempio questa immagini? facendo tour welta. Eh, sicuramente Italia più bella perché ogni tappa c’è m come dire partenza, arrivo, organizzazione RCS, cerca sempre posto più bello, ma anche c’è storia. Questo molto importante. Poi anche mi godevo di mangiare. Sì. E ogni sera eh io e motociclista andiamo insieme al ristorante, ma eh mio motociclista italiano che io non capisco tutte quello che c’è scritto sulla carta e io chiedo a motociclista questo italiano, ma che che tipo di pazza questo? Lui dice ogni tanto e anch’io non capisco questa pasta. Vuol dire che ogni paese c’è molto diverso. E Francia non è così, Spagna non è così, solo Italia che nord sud è molto diverso. Questo è una eh bellezza di Giro d’Italia. Siamo molto eterogenei, ma tanto innamorati del nostro tricolore. Grazie per questo racconto fatto di belle immagini. Chiedo a Davide Cassani, Maurizio Fondres di rimanere con noi. Saluto in collegamento il dottor Saldutti, ringrazio il dottor Catayama e Sunada. Grazie per essere stati con noi. A proposito di Cassani e di Fondrias, vi chiedo di rimanere con noi perché in collegamento abbiamo due altri amici. Alex Carrera, manager sportivo. Vediamo se abbiamo Carrera. Eccoci. Ben ritrovato. Buonasera a tutti. Buonasera a lei e poi dovremmo avere anche colui che tra le altre cose, perché se le raccontiamo tutte insomma anche se c’è il fuso, facciamo fare tardi anche a Carrera, ha vinto il Giro d’Italia nel 2013, ha vinto il Giro d’Italia nel 2016, ha vinto un’edizione del Tour de France nel 2014, nel 2010, ha riportato la Welta Spagna, due volte vincitore della Lombardia, la classica di primavera e molto molto altro uno dei grandi nostri orgogli italiani, Vincenzo Nibali. Salve a tutti. Buon pomeriggio. Buon pomeriggio Vincenzo, come sta? Bene, benissimo. Grazie, grazie per questo invito. Allora, siamo pronti ad ascoltarvi, lo dico in particolare a Carrera e e Nibali, visto che siete collegati. Ci sono tanti amici giapponesi che vi sentiranno attraverso la la traduzione, quindi facciamo un po’ un racconto. Fino a questo momento siamo abbiamo avuto una tabella di marcia molto, diciamo, ordinata. Ora invece con voi, visto che vi conoscete tutti molto molto bene, vorrei spaziare un po’. Possiamo cominciare dall’uno, andare dall’altro. Ad esempio, vedo inquadrato Vincenzo Nivali, quindi comincio comincerei da lui. Eh, grande campione, ehm abbiamo citato solamente alcune delle sue vittorie, ma anche grande rappresentante ambassador del Giro Italia nel mondo. Com’è portare in giro la casacca del del della propria della propria nazione? Non parlo solo del vestire l’azzurro, poi magari ci arriveremo, ma del portare dell’essere un’eccellenza che racconta le altre eccellenze italiane. Ma prima di tutto vorrei salutare tutti coloro che sono lì. Ho seguito veramente tutto l’intervento e sono state fatte veramente, diciamo, raccontato il nostro paese nel migliore modo dei modi. Ecco, io come mi hai chiesto te un po’ amassador della della nostra nazione ho una responsabilità di dover raccontare e vedere quello che è tutto il nostro territorio italiano. Io sono siciliano e quindi la mia Sicilia, diciamo, in parte l’ho girata quando ero ragazzino, grazie al mio sport, alla mia attività in bici e poi piano piano ho incominciato a scoprire altri territori, quindi dalla Basilicata alla Calabria, poi mi sono fermato per una decina d’anni in Toscana scoprendo quello che è il territorio e vivendo appieno la bicicletta, quello che mi ha fatto scoprire delle terre fantastiche come Siena, perché se si parlava del Giro d’Italia non possiamo non menzionare Siena, anche per quello per come è costruito le strade bianche, quello che si è fatto negli anni, un evento fantastico e fa parte del gruppo RCS con la promozione del territorio per non arrivare poi al nord parlando del Piemonte, le Langhe, le Dolomiti, un parco per me molto molto importante d’allenamento, ma raccontare anche quello che è il territorio. Quindi è una grandissima responsabilità quella mia come ambassador di dover raccontare un territorio nazionale molto importante con tante cose, culture e come diceva anche il nostro fotografo Sonata anche una cultura culinaria perché cambia da regione a regione, da luogo a luogo, da ogni posto che si passa e c’è un tipo di attività diversa e una cucina completamente diversa. Quindi è un viaggio, un’esperienza unica da vivere in qualsiasi momento e la bici lo fa in un modo spettacolare e attraverso il Giro d’Italia racconta anche tutte queste cose. Nibali, mentre parlava ho visto un sorriso sul volto di Cassani. Ciao Vincenzo. Allora, ciao. Ciao Davide. Ciao Vincenzo. Allora, tu hai vinto due Giri d’Italia, emozioni straordinarie, però vorrei che tu raccontassi un’emozione che forse non è stata straordinaria. La prima volta che hai affrontato le strade bianche, che quel giorno non erano bianche, ma era la pioggia le aveva trasformate. Tu avevi la maglia rosa. Quel giorno non andò benissimo, vero? 2000 e no. Esatto, non andò benissimo. 2010 vinse il Guri d’Italia eh Ivan Basso. Io ero un perfetto outsider, venni chiamato all’ultimo momento per aiutare anche Van Basso, ma vest quella maglia che pesi a Pinerolo, poi ci ritrovarammo eh sulle strade del di Siena e purtroppo persi quella maglia, ma fuesperienza, un passaggio, un passaggio anche di consegne perché ero in una squadra italiana come la Liquias, investì tantissimo e fu per me, diciamo, anche una scuola, ecco, cadere, ripartire, rialzarsi e poi Sono ritornato al Giro d’Italia 2013 vincendolo, ma il Giro d’Italia, chiaramente in quel momento lo vedevo come e lo vivevo come atleta nel pieno, quindi non vedevo tutto quello che era il suo contesto intorno. Solamente quando ho smesso e sono sceso di bici. Allora mi sono reso conto quello che è il Giro d’Italia nella sua completezza assoluta. A proposito di completezza, i ehm corridori vanno visti a seconda delle proprie dalle varie dai vari angoli diversi e poi studiati nella loro interezza. Ne vorrei parlare con Carrera che tra l’altro ricordiamo è stato il manager di di Nibali, di Aru, di Frum, di Cunego e anche al femminile. Ora di Tadipoga, basterebbe fare questo nome per il presente strizza l’occhio anche al futuro con Pellizzari. insomma, eh la famiglia Carrera, perché ricordiamo, siete due fratelli, un’eccellenza incredibile a livello manageriale esportata nel mondo, perché insomma li trovate ovunque e poi, insomma, avete l’occhio giusto. Grande esperienza la vostra. Grazie Barbara. È vero, perché se poi ricordiamo l’ultimo Giro d’Italia, scoprire un talento messicano che quasi riusciva alla sua prima partecipazione a portare la maglia rosa a Roma sarebbe stato il coronamento di un grande successo. Ma io da italiano, da milanese, amo il Giro Italia perché ogni volta e ne ho fatti 26 da gente scopro qualcosa di nuovo. copro una cultura nei singoli paesi, un aspetto culinario, ma un aspetto mentale. Quindi il Giro Italia è eh una una corsa meravigliosa e soprattutto amo parlare con i miei atleti, in particolare con questi tanti stranieri che amano la nostra corsa perché hanno un simbolo, la maglia rosa che è meraviglioso. hanno il trofeo senza fine che è il trofeo più bello, più caratteristico di tutto il mondo del ciclismo. È la corsa più dura del mondo nel paese più bello del mondo ed è italiano raccontare queste emozioni ai miei atleti credo che possa essere utile perché anche loro possano sognare un giorno di percipare e magari di vincerlo. Fondries da anni pedala, fa le pedalate con Banca Mediolanum durante il Giro Italia. fate una parte del tracciato e del tracciato, arrivate proprio sotto la linea di di arrivo. Avete modo, lungo tanti chilometri, di parlare con gli amici che scelgono di pedalare con voi testimonial. Cosa cosa viene detto? Perché l’Italia è bella, lo sappiamo tutti, però quando andiamo in bicicletta e mi ci metto anch’io in questo gruppetto, anzi gruppone, ci rendiamo conto che ci sono delle cose che sono veramente ti lasciano bocca aperta. Ma innanzitutto la bicicletta è quel mezzo che ti permette di pedalare con qualsiasi persona di qualsiasi età, dal ragazzino giovane alla persona anziana. E non c’è nessun altro sport che ti dà questa opportunità, nessun altro sport che ti dà l’opportunità di pedalare al fianco di di grandi campioni. L’ho detto prima nell’immagine ho fatto vedere di Eddy Merx, l’umiltà del più grande di tutti i tempi, ma e questo lo possiamo vedere dagli altri. Abbiamo qua Vincenzo Nibali, ma tutti gli altri miei ex colleghi grandi campioni. Eh, non lo so se è la fatica eh di questo sport che ti fa rimanere umile coi piedi per terra, però eh il Giro d’Italia dà l’opportunità a adesso anche con le e-bike di eh a persone anche comuni di eh poter partecipare e percorrere gli ultimi 50-60 km. su un percorso completamente completamente chiuso di vedere l’Italia in maniera diversa al fianco dei grandi campioni e da arrivare sotto l’arrivo di un grande evento e non è cosa così scontata e penso che per la la gente che non ha mai partecipato a un grande evento penso che sia un’emozione grandissima. Nivali, cosa vi fa rimanere così straordinari ma umani? Ma io posso dire, come ha raccontato un po’ eh Pondriest, che sicuramente c’è un’umanità. Ecco, posso dire che il ciclismo nasce su strada, è a contatto con la gente. Chiaro che da atleta poi hai degli obblighi e hai delle responsabilità di di concentrazione anche verso la gara e quindi questo eh attaccamento dell’atleta al pubblico che è lì che può toccarti, può chiederti un autografo, è qualcosa che non si trova in qualsiasi altro sport, il Giro d’Italia è anche questo, avere la semplicità di poter essere sotto il bus e poter scattare una foto con il proprio campione. Questa cosa chiaramente ce la portiamo, ce l’abbiamo dentro perché cresce con noi da ragazzini e un po’ ci rimane, quindi è una cosa veramente molto molto bella. E poi comunque ho seguito anche l’intervento di Maurizio parlando proprio della linea bianca. Ecco, il ciclismo, il Giro d’Italia specialmente, ehm, è un insegnamento di codice della strada, disciplina, quindi oggi abbiamo l’esigenza anche di dover avere un certo rispetto anche per chi fa del turismo, chi viene ad affrontare le nostre salite più belle d’Italia e pedalare, ma deve farlo comunque anche in sicurezza. Un intervento veramente molto bello quello di Condriest. Grazie. A proposito di sicurezza, ricordiamo effettivamente durante il Giro d’Italia un po’ questo è stato un assist, giusto di di Nibali, un’attenzione anche attraverso la polizia stradale, m una volontà di andare ad insegnare già dai più piccolini quelle che sono le regole che bisogna bisognerebbe, insomma, tutti noi dovremmo e anzi siamo chiamati a rispettare. A proposito di umiltà, mi rifaccio sempre le parole di Bellino. È vero, il Giro Italia è forse l’unica disciplina, lo il ciclismo l’unica disciplina che viene a casa tua. Quindi tu apri le finestre e ti trovi il campione che viene a casa tua. Quindi un altro gesto di grande umiltà, non sei tu che devi andare da qualche parte per cercare di avere un’attenzione. Ehm, l’attenzione sugli occhi, anzi l’attenzione sui corridori, sul grande ciclismo italiano Cassani c’è c’è da sempre. l’amore per il tricolore, anche per l’azzurro, anche mandare a raccontare in duplice veste, nel suo caso, da cronista essere il fir rouge tra il gesto sportivo e l’appassionato a casa e da ct della nazionale andare a tenere il discorso, le fila di una nazionale, due orgogli incredibili, credo, non voglio chiederle quale di più, però credo sia stato in entrambi i casi molto bello. Beh, sono stato fortunato perché la passione che avevo per la bicicletta mi ha dato la possibilità di diventare professionista, di essere commentatore, addirittura commissario tecnico. Praticamente sono in questo mondo da da 45 anni. Mi ricordo, tu sa, hai parlato di Giro d’Italia, hai parlato di passione, no? Io nel 70, avevo 9 anni, mio padre mi portò a vedere la tappa di Faenza. A proposito, quello diceva di di Paolo Bellino, che il giro arriva sotto casa. Io feci un paio di chilometri e rimasi tutta quella giornata su un ponte ad aspettare i corridori e fu qualcosa di straordinario e quindi da commentatore è stato fantastico, no? sentire la passione, vedere tutta questa gente che veniva sul traguardo per vedere i corridori, perché non è tanto, uno dice, “Ma perché uno deve deve spendere una giornata per vedere un Giro d’Italia? Ma è l’aria che respiri, è veramente quella complicità che che si instaura tra i corridori e tra il pubblico, perché il pubblico, come ha detto Vincenzo, ti può toccare, può parlarti. Il ciclismo è uno sport di fatica dove c’è l’umiltà alla base di tutto e quindi la fatica unisce, no? Anche tra corridori c’è complicità, c’è aiuto anche tra corridori di squadre diverse. Quindi tutta questa storia, poi sai commissario tecnico sono mi sono innamorato del ciclismo per quando mio padre mi portò a vedere un mondiale, avevo 7 anni a Imola e quindi a diventare commissario tecnico è stato un sogno che si è realizzato. E quando hai dimenticato una cosa, Davide, eh che hai fatto nella tua vita? Cosa? ciclista, mi hai vincere il mondiale. Sì, perché infatti quella foto che ho visto, che abbiamo visto che lui alza le mani, io mi sono dimenticato di fare la volata perché volevo intanto vedere se se Maurizio vinceva perché poi nel finale avran rimasti una ventina di corridori, c’erano sei o sette francesi, due italiani, io e lui. Io ero un gregario, lui era un giovane emergente. Quando è partito Crick e io sull’ultimo strappo ho cercato con la coda dell’occhio per vedere dov’era Maurizio perché io non riuscivo a andarlo a prendere, è partito lui ed è riuscito poi a vincere quel mondiale e io ero lì a pochi secondi. Inutile dire che io vi ascolterei tutto il giorno e sono convinta anche ai nostri amici, ma abbiamo la fortuna di avere anche un altro panel, quindi ringrazio in collegamento Alex Carrera e Vincenzo Nibali. Ringrazio in presenza Maurizio Fondries e Davide Cassani. È stato davvero molto bello ascoltarvi. Grazie. Ed ora abbiamo un ultimo pannel, in questo caso cedo il il ruolo di moderatrice a Mizuki Ida e noi ci vediamo fra un pochino. [Musica] Thank you so much Barbara foring me. here taking the special Japanese panel 5 and the last one願します最後 のパネル 5 をめさせれ と 思い ます この に 関し て は日本語 でやらせ て いき ます の で よろしく お 願い し ますれ はパパネリスト から まず紹介紹させ て いき たい と 思い え 、 まず こちら に映像り ます もほ し まし た에さ [Applauso] [Applauso] 現島 の自転車博物 館 の 学芸 と して自転者 が 人々 の生活 を豊か に し て未 にりう存 で ある こと を 多く の 人 に伝える 活動 を し てり ますれパネストっ です もず はえ です ね この パネル Itan cycling and as culture と いう タイトル で お 送り し たい と 思い ます 。 動画 の 用意 し て い ます の で こちら の 再生 Show. [Musica] [Applauso] [Musica] [Applauso] [Musica] [Applauso] まし た 。 それ で は です ね 、 ここ から 日本 にし て 日本独 の自転車文化 にフォーカス し て いき たい と 思い ます 。 ただ は単なる で は なく て技術 術信頼文 をする存 です 。 そして イタリア の文化 と も不思議 な を 持っ て い ます 。 今日 は その をつぐ 形 で 皆 さん に自由 に 意見 を いき たい と 思い ます 。 よろしく お 願い し ます 。 え 、 まず は です ねえ 、 4 人 の パネリスト の 中 からえ 、 テーマ の 1 つ と し て 今話し たい の が文化 と 社会 の つがりえ自転車文化 と 社会 のり と いう こと まず は彦 さん に お聞き たい と 思い ます 。 ま 、 島 の は長 をめ た の文化 と 深い が あり ます が 一方 で 日本独 の文化 もすごく知 て いる と 思い ます 。 ま 、 者 を見 てき た から これ まで の パネリスト も は人々 の生活 に近い だ と 話 も あり まし た が日本 の 、 え 、 日本 の 自転車 協議 が どう いっ た 社会 的 立場文化 とっ て ます でしょう ? こんばんは 。 私 も ね 、 新 でえ 40 年 と わっ てる ん です も 、 ま 、 あの やっ て い たって いう こと で もヨーロッパ の レース なんか も顔出し て い た ん です ね日本 の競技 と いう こと で結構 ねさて いう こと な ん です けど ちょっと だけ ね あの振り返っ て み たい な と 思う ん ですけど も 日本 の 自転 車 競技 って いう 意味 で は 特に こう いっ たロードレス なんか は です ね昔 は選手 でレース が 行われ て い た ん です ねっけ も まタリア の郎タリア が その 選手 それ からレース を作る 人 だけ で は なく その 町 の 人 まで 含め て いわゆる文化 に なっ て いるて いう こと から する と 日本 の いわゆる ロードレ の文化 って いう の は なかなか そう で は なかっ ただ ま 1964 年 の東京 オリンピック あるいは 80 年 から の です ね幅広い レース の がっ てき た 90 年 の世界 選手 権 そんな いん こう の で それ なり 日本 のレス も 発展 し てき た の か な なんて いう 風 に 思い ます 。 ただ そう いっ た ロードレス の話 と は別 に です ね日本 に は やっぱり 自転 車 の 競技 が あっ て ま 、 これ は 特に です か ね昭和 23 年 以降 です ね は ね産業 進行 と か あるいは ま の ね々 の要する に もっともっと元気 に なろうぜ みたい な そん中 で その って いう の まれ て き た と は 思う ん です も 、 ま 、 ジロデイタリア が イタリア の文化 の 中 で すごく育っ て き た こと比べる と それ と は でき ませ ん も 例えば 選手 の競技力 で あっ たり あるいは昨 で は ね 的 な その車競技 の 方 と ねえ 、 そう いっ た ところ で ま日本 に おける って いう の はすごく あの貢献 し てき た な の か な なんて いう に 思い ます し 、 あるいは世界 的 に も ね 、 って いう その が 、 ま 、 広まっ て いく こと で 、 ま 、 また 違っ た 意味 で ね 、 すごく貢献 し なっちょっと し たい ん です けど も 、 え 、 この との日本 の 自転車競技 を見れる存 だっ た と 思う ん です けど 、 どう いう に 感 ます か ね ? そう です ね 。 やっぱり 日本 で はマイナスポーツ のけ です よ ね 。 で 、 あの イタリア で 2自転車 特に イタリア の 学 と あの本 に国民的 的 な スポーツ な ん です けど も 日本 の スポーツ の 率 を見 て 1野 です が ね 、 ま 、 と が来る みたい な ん ですけど も そこ に全然自転車 が 入っ て にくやっぱりだまだう社会の認知され人気スポーツくではだるなれますれパネスト言ったけど日本難しいっ [Musica] はくいん小さるけどやっぱりすごく大事やっぱり本場本を見るてことなよね僕と I イタリア F 1 に住ん で あの やっぱり向 に ない とすごく 多いわけ です 。 で 、 あの 例えば その なるテレビ の 率 なく て やっぱり イタリア に ない と こうから ないうんて いうう ん です か ね と雰囲気 と がすく あのジロディタリアのすごい向こう人気のピン来ろけど僕やっぱりすごい思っは連オ乗っえでまたまの日は僕の家の近く通る通るステージステージ 終 に帰ろう と その は だ冷蔵庫 の に 何 も ない ん で 食べる が ない から あのステージ の 中 に 何か スーパー に よっ て 食べ物 を 買っ て家 の 入れ からレース に合流 しよう と 思っ て た ん です よ ね 。 でスーパー に あの食料 を中 に スーパー に 入っ て 食料 を 買っ てる さん が もう 20レジ で あのヘルメット カメラっ て あのレジ に並ん たら ある おばさん が あなた も か して のフォトグラフじゃ ない のっ て いう こと で こん とろ で 買い物 し て いい の でや もう 時間 も ない ん です がこ に並ん で た のばさ を前 に この人 の 最初 にレジさせ て声 で叫くれ で僕 もう 1番 でやらし て もらっ て あの それ を冷蔵庫 に入れ て すぐレース に合流 でき た ん です けど やっぱり そんうエ も忘れ られ ない ん ですけど も やっぱり 一般 の人 がどれ だけ あの知 てる 僕 の 仕事 もかっ てくれ て るってことで あの そう いっ た エピソード 1 つっ て も もう忘れ られ ない です よ ね 。 だ から自転車 がどれ だけ し てる か いう の は もう あの やっぱり そこ に い ない と こと いっぱい ある ん です 。 はい 。 で本 は やっぱり まだまだ やっぱり あの本場 に出 て経験 を 持っ てる人 が やっぱり い ない の で こうん なんて いう の か な 。 あの 実態 と し て 持っ て ない と やっぱり こう いう あの 盛り上げ てく は あのせ ない と 思い ます 。 ありがとう ござい ます 。 ま 、 その上げ てく ため に 何 が できる の か と いう に ちょっと 次 の 話 をし て いき たい と 思う ん です けど も 、 え 、 日本 なら で は の と いうっ話 を させ て いただき たい と 思い ます 。 技術 と進化 が もたらす影響 と いう よう い ます 。 次 の は マジック 代表 の奥 さん に お 願い し たい と 思い ます の に もやはり それ を作っ た こと に よっ てえどん こと が と し て ま自社 さん が我 の PR我 は ねえ 航空自動車エネルギーのロボットですね端の作りになくてはならないえ素材でえあれるうですね頑張っるのとまそののトレグループの中で我々はあの実際に作りをしてそのの材料技術にえのニーズをフードバックする [Musica] いう任務っ て ます 。 で 、 そう いう 中 で です ね 、 ま 、 実際 の私も の自転車 は短く て です ね 、 4 年 前 に あの日本代表 チーム の チーム から 一や とえ オリンピック トラックバイク を 開発 し ない と誘われ まし て で JK さん の 、 え 、 も 活用 させ て いい て 、 え 、 開発 を 始め た と いう ところ でし て 、 まだまだ あの よくかっ て ない とろ多い ん です けど も 、 あの最初 から その効果 と し て 、 当然 その 成績 を 日本 の これ 第 1 に ある ん ですけれ も そう いう あの 中 で あの 思錯誤 が あっ いん アイデア が必要 に なっ たり それ から 今 までうノベーション を生出し たっていうことを求め てる ん ですけど も あのエンジニアリングエンジニア が こう育つ よう な 面 の が ある だろう な と いう こと に期待 し て 始め まし た 実際 です ね あの我 が 今でやっ レーシング と ま そう いう とこ と 違っ て 非常 に そのライダー と マシン の 割合 が ある いう こと も あっ たり なかなか ちょっと こう 化 で でき ない よう な ところ の フィーリング 的 な もの をどう その エンジニア と し てえ組みる マシン 開発 に反映 する と いうう と の 、 え 、 貴重 な 機会 が 、 ま 、 ここ で 与え られ まし て 、 あの 、 ま 、 うまくいっ た 場合 、 え 、 ちょっとうくか なかっ た 。 これ あの ある ん です けど も 、 ま 、 どちら か と いう と その 失敗 し たり 、 え 、 思っ た と に なら なかっ た よう なケース をどう また それ分析 し て し て いく と いう よう な ところ の 、 高く いい と 今 の やっぱり 技術 が 業全 にう し てエンジニアング のレベル が上がっ てく とう はい昔 からっ てる 特にイタリア なんか の作り に するデザイン で ある とのパフォーマンス を出す ため のアイデア で ある と ま そう いっ た ところ が です ねえ 日本 に は な と いう の は十々昔 から 思っ て まし てえ まそういっ から の 確 的 な イノベーション です ねえ し あろう いう に 考え て ます の でえ常 に 大事 な 機会 だ と いう ちょっと 思っ て ま 、 それ が巡り巡っ て日本 の バイク がく なる と ピナレー さん の バイク も 良く なっ て いく こと な ん です か ね 。 あ 、 あの もちろん です し 、 あの やはり だけ で はダめ でえっ たエンジニア の 自由 な アイデア を です ね 、 あの 日本的の技術の高さみたいなものをチーム運営していてどこかで感じる部分てそう単純やらせてもらっ て言われやっぱりコンポーネと島野さんのやっギアとそういのとはもう信頼も当然確的シェアのやっ転車 [Musica] 界 は ね 、 イベント がすごく し てる こと あり ます の で 、 最後 の テーマ に ます最後 のテーマ は挑 と未え こちら は さん に伺い し たい と 思い ます 。 F も です し自転車 も そう です し 、 登山 も そう です しん こと で 成功され てる だ と 思う ん です けど も 、 え 、 その競 の 目 の と を 超え て 日本 の 自転 車競技 が挑 を 続ける をどうる の し たい です ね 、 ま 、 本当 に僕 は と し て こう自転車 にる なっ て自転車 の こう自由 な 環境 にい と あの 健康 に いい と だけじゃ なく てモタ なんか 本 は使わ なく て も どこ まで で も自分 の力 でける ん だ いう 自由 部分 と その まブル 日本 で もブル の を引い たり イベント やっ て し たり と は ま切られ みたい な そう いう窮屈 な ところ も あり ます けど で も そうじゃ ない こう自転車 の魅力 に こうりかれ て やっぱり他 の スポーツ やっ てき て世界 を 目指し てき た と 同じ に自転 者 で も こうやり たい と 思っ やっ て た ん です けど 本当 に です が日本 26年 2 連 で も 4連中世界 ランキングワールド は 今 30 位 を し て も なかなか それ が日本 で 理解 をされ ない し ニュース に も なら ない し で は ま本 に こう 自信 と いう ところ に島 さん だっ て チーム を作っ てヨーロッパ で やっ てき て で も まだ日本 が 本当 の意味 で君 をし たり丸 を F で も そう ですけど なく て悔しい で は ま それ が あのオリンピック にロオリンピック の トラック の選手 がツール で 、 優勝 し たり と か どんどん 変わっ て き て東京 オリンピック 以降 に こう 変わっ て き た 部分 で は あの JK さん の で その プロジェクト が 始まっ てハイパフォーマンスター が でき て 去年 は世界 チャンピオン を やっぱり 3 人 も出し て いう その あ本 だ からフィジカル の で勝て ない ん だ と で は ない ん だ いう ところ で をっ て やっ日 も ここ 来 て すごい 自分 が その アジア で と なんて 言っ て て も 恥ずかしく なる の は で イタリア と か その ヨーロッパ の文化 といっ とこ たら もう本当 に まだまだ遠く て恥ずかしい ん ですけど で も いつ か 例えば野球 で あの選手 が行っ た頃 に笑われ て て日本 に 何 が できる と 言われ た の が トラック で し た みたい に いつ か スター が出 たりヒーロ が出 たらメジ に なっ て マスコミ が上げ て 変わる ん だ いう その から の その因 で こう 何か 作っ て いく文 と 違っ て本 の 意味 で のう文化 は少ずつ あの ま育っ てる と は 思う ん です けど 10 年 前 と に比べ たら で も日本 で自転 車競技 で 足り ない の は ま はっきり 言っ て教育 な ん で そこ の ところうち の チーム なんて 95% イタリア の スタッフ のドクター から 監督 からニュートリション から もう全部 がっ たら さっき の日本 も強く なる し あの 士 も し てえツオブジャパン で はダ がえ に し たり と か そういっ とこ で 刺激 をされ て です ねん 強く なる から やっぱり あの に ます けど 時間 は かかり ます けど いつ か 必ず です ね日本 の チーム で 強い 日本 人 が出 て ま イタリア と あの イ太ロジャポネ てうち は 呼ばれ て ます けど 形 で だ とこ に出 て です ね あのステージ をれる日 が 必ず来る と信じ て ます ん で まするの道 は毎 何 がっ て も続け てく しか ない か な と 思っ て ます 。 ありがとう ござい ます 。 あの 挑み たい とろ は いかが でしょう か ? そう です ねえ 。 ま 、 自転 車 の 業意 で は ね 、 あの いん が あるい ます も 日本 の レース いう こと 言っ たら 元々 ねっ て いう の が 先生 だっ た ん です よ ね 。 です から ずっと その 形 で あっ たり 考え 方 の日本 の はっき もし ね 、 自転 車 を その 3 つ の部分 にける と し たら骨レ とハンドルサドル そして 2 つ 目 3 つ 目 が ブレーキ 3 つ にける と する と ね この 2 つ目 と 3 つ 目 の 部分 って結構ロジック で 今日本 の技術 も私 も まま頑張っ てれ た の か な なん と 思う ん ですけど も ね やっぱり の ね人 が やっぱり 自転 車 にの 感 で何かするの ねダイナミズム の は まだまだ ね イタリア の あの発 と ね あのコンセプト にろ がく ある んじゃ ない か な その辺 が融合 し てき て ま自転車 って いうの のつ魅力 が増え て いく と業 と し て も ねえもっと広がっ て いく の か な なんて にい ます ね時 な の え 、 この パネル の を示め させ て いただけれ ば と 思い ます が 、 今 4 人 から 出 た 意見 を また あの イタリア の 業業 の参考 に し てっつげ て ますreo [Applauso] [Musica] ringraziamenti, vorrei chiedere a coloro che hanno partecipato ai panel, quindi anche coloro che effettivamente si sono appena accomodati di raggiungerci in maniera tale da poter effettuare una bella foto ricordo insieme. Nel frattempo ne approfitto per ringraziare il Padiglione Italia con il commissario Mario Vattani, ministro della Fari Eseri della Cooperazione Internazionale ICE Istituto Commercio Estero RCS Sports and Events. Vi ricordo che il Giro d’Italia, come sempre, vi aspetta nel mese di maggio e a partire dal mese di novembre, invece avremo la possibilità di aprire uno sguardo, di dare uno sguardo su quello che sarà il nuovo percorso. Andiamo quindi a scoprire il percorso della nuova edizione del Giro d’Italia. Guardando agli appuntamenti invece più imminenti, tra poco vi attendiamo sulla Terrazza di Italy per un aperitivo italiano tutti insieme. Grazie ancora per l’attenzione, una buona serata e alla prossima occasione.

Segui in diretta dal The Italy Pavillion dell’Expo 2025 di Osaka il forum “Cycling as a Catalyst for Change”.
Un confronto sul Made in Italy protagonista della bike industry mondiale, insieme a ospiti e voci internazionali di rilievo.

Share.
Leave A Reply